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Livorno

Cannito all’attacco di Nogarin «Sullo sport è peggio di Cosimi»

Cannito all’attacco di Nogarin «Sullo sport è peggio di Cosimi»

Nel mirino la convenzione sugli impianti: la ristrutturazione doveva esser fatta a rotazione «Tre milioni di spese per manutenzioni a carico della cittadinanza anziché dei gestori privati»

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LIVORNO. Non potrebbe essere più duro l’attacco che Marco Cannito, capogruppo di Città Diversa, porta al sindaco pentastellato Filippo Nogarin: sugli impianti sportivi è «come e peggio della vecchia amministrazione comunale».

Parole che suonano come una cannonata, se è vero che arrivano da un dirigente politico che, seppur lasciando ai suoi elettori libertà di coscienza, al ballottaggio aveva appoggiato il candidato M5S. Non solo: si tratta sia del primo scontro politico della nuova legislatura sia, come dice lo stesso Cannito, del «primo accesso agli atti e di richiesta di spiegazioni da parte di consiglieri comunali per evitare di dover segnalare irregolarità a Nogarin».

Nel mirino le novità sul fronte degli «impianti sportivi comunali Bastia-Camalich-Neri, dove vengono esercitati nuoto, basket, pallanuoto e pattinaggio».

Il leader di Città Diversa si riferisce al fatto, riportato dal nostro giornale, che – spiega – «il sindaco Nogarin, monco di giunta, ha approvato pressoché da solo il nuovo schema di atto aggiuntivo alla concessione in gestione di tali impianti, che Città Diversa, sollecitata in tal senso anche da vari utenti, ritiene peggiorativa della delibera di giunta comunale n. 268 del 21 maggio 2014».

Ma, al di là della frecciata al fatto che il neosindaco non è ancora arrivati neanche a metà strada nella nomina degli assessori (e una l’ha revocata dopo poche ore), l’attacco di Cannito riguarda il merito del provvedimento firmato da Nogarin. «Invece di rivedere la delibera della vecchia amministrazione e una già criticata istruttoria degli uffici», – dice il capogruppo della lista civica – ha avallato tre aspetti che in realtà sono controproducenti.

La prima sottolineatura di Cannito riguarda le spese per i lavori di manutenzione straordinaria (per un ammontare di 3 milioni di euro): «Saranno a carico della cittadinanza tutta invece che dei privati che gestiscono in convenzione gli impianti».

C’è anche un secondo elemento che a Cannito non va affatto giù e riguarda la chiusura contemporanea di tutti gli impianti «dal 16 giugno (chissà perché) fino a novembre (quando?)»: non si è pensato – tiene a ribadire – a «ristrutturare e riaprire a rotazione un impianto alla volta, come proposto con una serie di iniziative da noi e dagli sportivi in aprile 2013 e accettato verbalmente».

Il terzo tassello del puzzle contestato da Cannito ha a che fare con le conseguenze che l’interruzione ha in termini di disagi: «Non risulterebbe alcuna considerazione o prospettazione di soluzioni per i disagi delle società sportive e di chi per passione o salute frequenta (pagando) tali strutture che sono comunque patrimonio della collettività».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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