Lutto
Mesi d’attesa per una casa invivibile
Da marzo dormono in strada. «Ora Casalp ci ha assegnato un alloggio con vetri rotti e buchi nei muri»
LIVORNO. Lui costretto a dormire in un furgone. Lei, con i due figli, in alloggi di fortuna, saltando da un parente ad un amico. Dopo mesi di attesa finalmente l’assegnazione della casa popolare. Un appartamento in via Garibaldi. Sembra la fine di un incubo, l’inizio di una nuova vita. E invece è un tuffo in un altro girone dell’inferno.
Quando i due infilano la chiave nella serratura e varcano la soglia, lo spettacolo che gli si prospetta davanti è incredibile: la casa è in condizioni disastrose, cavi elettrici scoperti, muri senza intonaco, tubi dell'acqua che perdono, finestre ed infissi semidistrutti. Sono rotti anche i vetri e l'umidità si sta mangiando tutto.
A Francesca, 39 anni, separata, due figli, e al suo compagno sembra un film del terrore. E invece è realtà.
E’ lei che racconta il suo dramma al Tirreno, con un mix di rabbia e disperazione. «Non so più che cosa fare, i lavori necessari per rendere vivibile quest’appartamento sono molti e costosi e noi non possiamo sostenere una spesa del genere. Ci chiediamo com’è possibile che una casa popolare possa essere stata ridotta in questo stato e ancor di più come è possibile che ci sia stata consegnata così. Sappiamo che non è l’unico caso, ma non per questo la cosa è accettabile».
La risposta dovranno darla Casalp e Comune. «Siamo in attesa di parlare con i dirigenti di Casalp con la speranza che si possa risolvere la situazione», spiega Francesca. «Speravamo dopo una lunga odissea senza un tetto di iniziare una nuova pagina della nostra famiglia e invece una casa di questo tipo non può costituire la base di partenza per la vita di una famiglia con bimbi piccoli».
La storia di Francesca comincia tanto per cambiare dalla crisi economica e da un licenziamento. «Io e il mio compagno abbiamo perso il lavoro - racconta Francesca -. Da lì a poco siamo entrati nell’impossibilità di pagare l’affitto dell’appartamento dove abitavamo. E’ arrivato lo sfratto e a marzo ci siamo trovati senza una casa. Immediatamente abbiamo fatto richiesta per una nuova sistemazione: avevamo i punti necessari per una casa popolare e tutti requisiti. Ma tra le promesse di trovare una soluzione e qualcosa di concreto sono passati tre mesi. A maggio finalmente ci viene assegnato un alloggio in via Giordano Bruno». Ma c’è un intoppo: la casa è occupata abusivamente da una giovane extracomunitaria. «Da Casalp e dal Comune ci promettono di risolvere la situazione per prendere possesso della nuova abitazione ma la pratica va avanti per le lunghe fino a quando a giugno l'ufficio case popolari ci comunica la recessione del contratto dell'appartamento in via Giordano Bruno, che resterà all'abusiva, ci dicono, e il nuovo inserimento nelle liste d'attesa». Un altro mese di attesa e finalmente la nuova assegnazione: stavolta in via Garibaldi. Ma non è la fine dell’incubo, soltanto l’inizio di un altro capitolo.
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