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Livorno

Portuali e Cft, ok all’alleanza con la maxicoop

Portuali e Cft, ok all’alleanza con la maxicoop

La Compagnia ha approvato il piano industriale che la lega ai traffici con i fiorentino fino al 2017

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LIVORNO. Il pass per lo sviluppo del porto arriva direttamente dalle colline fiorentine. 71 favorevoli, 4 contrari e 12 astenuti, con questi numeri si è sancita l'alleanza tra la Compagna Portuale e il Cft fiorentino. «Niente lacrime e sangue, questo piano industriale con il Cft è un'opportunità di sviluppo e incremento del lavoro» commenta il presidente Enzo Raugei. «Il nostro obiettivo è la crescita del fatturato e il modo più veloce per farlo è l'allargamento della filiera -spiega Raugei- portando le merci con il Cft possiamo uscire dai confini della lucchesia e guardare oltre». L'alleanza con il gigante fiorentino, che entrerà come socio sovventore, è l'inizio di una nuova pagina per il porto di Livorno. «Dagli ultimi studi che sono stati fatti emerge con chiarezza che i proventi dal lavoro del porto saranno sempre più bassi -dice l'ex dirigente portuale Vladimiro Mannocci- il futuro passa attraverso la logistica, il supply chain management è la strada da percorrere per migliorare le prestazioni e l'efficienza nella gestione della distribuzione». Niente logica da gigante e la bambina, dal Palazzo dei Portuali si parla e si ribadisce con forza che si tratta di un matrimonio alla pari. «Non ci fanno regali» sintetizza Mannocci, anche se senza dubbio, l'integrazione tra le due cooperative permetterà di presentarsi con le spalle più solide davanti alle banche. «Non parliamo di una logica di assorbimento, senza dubbio avremmo uffici condivisi per le stesse funzioni e lavoreremo insieme -spiega il presidente Raugei- l'obiettivo è fare massa critica, per il momento nella nostra sede il Cft ha preso in affitto alcuni locali al primo piano mentre un nostro membro è entrato nel loro gruppo di direzione commerciale». I tempi stanno cambiando e i portuali cercano nuove strade per evolversi. «L'obiettivo è arrivare a fatturare qualcosa come 4 milioni in più, occorre tempo, i primi risultati potremmo valutarli solo nel 2015 -prosegue Raugei- l'accordo lega le due società da oggi fino al 2017, è un'alleanza per accrescere il commercio compreso il trasporto dai materiali forestali fino a quello del refrigerato». L'alleanza tra la Compagna e il Cft era nell'aria già da un po' e, come anticipato ieri sulle pagine de Il Tirreno, da quattro mesi è nata una società-alleanza con Cft, la Mito. «Non è una cosa che abbiamo deciso da un giorno all'altro, c'è sempre chi dà bastian contrario e chi ha preferito non votare perchè non aveva capito fino in fondo il documento del piano industriale -dice Raugei- ma la maggioranza ha accolto con positività la svolta all'interno della compagnia». La Compagnia Portuale è al centro in questo momento di una profonda riorganizzazione strutturale. «Abbiamo affidato lo studio della nostra società ad una compagnia esterna, la Bit -conclude Raugei- per vedere di riorganizzare la cooperativa, ottimizzando le risorse umane, quelle strutturali, investendo sulle nuove tecnologie e tagliando ciò che ormai non produce più».

Giulia Mancini

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