Gioco
L’ippodromo al team Botti Corse al via fra 15-20 giorni
La cordata della scuderia milanese ha prevalso sul pool maremmano-siciliano Bando modificato in extremis (dopo l’ok di Alfea) per evitare di fermare tutto
LIVORNO. Mezz'ora dopo l'anticipazione del Tirreno.it, è arrivato l'annuncio ufficiale da Palazzo Civico: la gestione dell'ippodromo comunale Caprilli fino a fine anno viene affidato alla cordata guidata dalla scuderia milanese dei Dioscuri, legata alla dynasty del galoppo nel segno dei fratelli Giuseppe e Alduino Botti, prima fantini e poi allevatori e allenatori di successo (e che ha un centro anche nella zona di Cenaia).
Beninteso, come tiene a specificare la nota del municipio, è una aggiudicazione in via provvisoria in attesa che vengano completate le formalità previste dalla legge prima della decisione definitiva. Comunque, a giudizio della commissione esaminatrice – guidata dal dirigente comunale Maurizio Lenzi e composta anche dai funzionari Simonetta Lenzi e Paolo Demi – la società milanese «ha formulato l'offerta migliore sia dal punto di vista progettuale che da quello economico».
Era in lizza anche un altro raggruppamento con una propria offerta (la società follonichese Sistema Cavallo srl con i partner siracusani Ippomed srl e Ippodromi Meridionali srl). Da parte del Comune si specifica che per la parte progettuale la Dioscuri ha ottenuto 75 punti contro i 65 dell'altra cordata, mentre per la parte relativa al canone di gestione dell'impianto ippico (base d'asta 3mila euro) da pagare al Comune, l'impresa vincitrice ha messo nero su bianco una offerta di 9mila euro a fronte dei 6mila euro indicati dal pool concorrente. Risultato: la Dioscuri srl ha prevalso con 95 punti rispetto ai 78,33 della cordata maremmano-siciliana.
Il bando era stato modificato in extremis dal sindaco Nogarin: appena insediato dopo l'elezione, aveva incontrato la società pisana Alfea impegnata in un duro braccio di ferro con il Comune a colpi di carte bollate e aveva ottenuto l'ok a un rinvio concordato della discussione del ricorso al Tar presentato dal gruppo dell'ippodromo pisano. Inizialmente il bando prevedeva un affidamento per 4 anni, il neosindaco lo aveva ridotto a uno. Poteva esserci qualche timore che le due cordate in lizza si defilassero riconsiderando gli effetti che un simile accorciamento della durata avrebbe potuto avere tanto sul progetto quanto sul conto economico: timori fugati perché entrambi i contendenti sono rimasti in gara.
Il dialogo aperto con i pisani di Alfea mirava soprattutto a evitare che l'udienza di fronte al Tar il 27 giugno mandasse in tilt i tempi del bando. E i tempi non sono una variabile secondaria: anche perché qualsiasi slittamento avrebbe rischiato di far saltare il via al calendario estivo delle corse. Con una doppia ripercussione: da un lato, sull'offerta di un tradizionale svago ai cittadini; dall'altro, sulla difficoltà di riuscire a ottenere i contributi ministeriali per chi ha effettivamente in agenda corse ippiche.
Fra i partner della cordata vincente figura anche la scuderia Topeeka dell'avvocato meneghino Francesco Tabone, che sarà anche il presidente della società-veicolo Livorno Galoppo. I Botti, detto con una battuta, sono un po’ i Mourinho del settore ma è come se lo “Special One” del pallone fosse al tempo stesso anche Thohir, cioè l’imprenditore-padrone della società.
«Contiamo di riuscire a far tornare le corse al Caprilli già nell’ultima decade di questo mese: dal 20 luglio in poi tutti i giorni sono buoni», dice l’avvocato Tabone : e comunque in tempo per poter mettere in cartellone grandi classiche come il Criterium o la Coppa del Mare.
C’è bisogno di un paio di settimane di lavoro per dare una rassettata all’ippodromo e metterlo in condizione di funzionare, dice Tabone («bisogna ripristinare la struttura e lo facciamo da subito»). «D’estate può essere molto accogliente anche per un pubblico giovane», aggiunge il professionista lombardo (che ricorda di aver visto i propri cavalli correre a Livorno «già nell’83»).
L’avvocato annuncia «l’intenzione di fare il massimo» e, benché la scuderia sia milanese, sottolinea che «questa struttura sarà totalmente livorno-centrica come fornitori e come collaboratori». E dalle prime dichiarazioni a caldo trapela la volontà di non limitare a questi pochi mesi la presenza a Livorno: presumibilmente questo raggruppamentro intende essere in pista per il successivo bando con concessione di ben maggior durata.
Ma c’è anche chi non esulta affatto: «Che una scuderia di cavalli possa gestire un ippodromo dove corrono i loro cavalli lo troviamo un conflitto di interesse enorme». A dirlo è Attilio D’Alesio, nella doppia veste di presidente sia della Fondazione Caprillina sia del Coordinamento ippodromi, auspicando esplicitamente che il ministero delle politiche agricole fermi tutto.
D’Alesio ritiene «incredibile» che non si sia posta il problema la nuova amministrazione espressione del M5S «che su questi temi ha sempre dimostrato grande sensibilità». Lo ripete ricordando che è tuttora pendente al Tar un ricorso (l’ha presentato anche la Caprillina) e che è andata a vuoto la richiesta di un incontro per «presentare al sindaco un progetto complessivo per il rilancio dell'ippodromo».
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