Gioco
Furto-provocazione: rubate le bandiere blu
Calambrone, raid di notte. Un gestore: «Forse volevano contestare i requisiti di qualità del mare»
PISA. Blitz notturno che sa più di provocazione che di furto lungo la spiaggia di Calambrone.
Ieri mattina i bagnini di una decina di stabilimenti balneari una volta arrivati sulla battigia si sono accorti che una delle bandiere issate sul fronte mare era sparita. Il vessillo di colore blu, simbolo assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio, è sinonimo di qualità del mare. Difficile pensare a un furto ispirato al valore della stoffa (le bandiere sono 50x50 cm). Più probabile un’azione dimostrativa per contestare l’assegnazione della “medaglia” di qualità a quel tratto di spiaggia.
È anche l’opinione di un balneare che ha subìto il furtarello. Antonio Palmieri, gestore dello stabilimento Paguro, racconta quello che gli è accaduto.
«Qualcuno di notte è arrivato in spiaggia e ha sciolto la bandiera sul pennone – spiega –. Non credo che fosse o fossero interessati al valore. Ci sono stati altri casi a Calambrone di cui sono a conoscenza. A mio avviso si è tratto di un gesto simbolico. Una sorta di protesta per l’assegnazione delle bandiere blu. Con il furto dei vessilli che danno una patente di qualità a spiaggia e mare, l’autore o gli autori hanno voluto contestare questa decisione sottolineando la mancanza di requisiti per ottenere quel riconoscimento. Ripeto, è una mia impressione. Ma se proprio volevano rubare delle bandiere perché si sono concentrati solo su quelle blu e in tutti gli stabilimenti visitati, compreso il mio, hanno lasciato quelle gialle, rosse e il tricolore?» Più che un furto sembra una “sentenza” emessa da un anonimo giudice che non condivide i verdetti di chi ha assegna le bandiere blu.(p.b.)
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