Gioco
Sindacato, una livornese al timone della Uil toscana
Francesca Cantini, ex numero uno dell’organizzazione labronica, manda anche un messaggio al nuovo sindaco: «Deve confrontarsi con noi»
LIVORNO. Cambio al vertice della segreteria regionale Uil. Francesca Cantini, dopo sei anni trascorsi alla Uil di Livorno come segretario generale, prenderà il posto di Vito Marchiani, anch’egli ex leader della Uil labronica, in carica alla segreteria regionale dal 2001. Sarà la prima volta nella storia della Uil Toscana che una donna si troverà a ricoprire tale ruolo. La sua elezione sarà decisa domani nel 10° congresso regionale Uil a Firenze alla presenza del segretario generale aggiunto Carmelo Barbagallo.
Cantini, livornese classe 1970, è l'unica candidata: «Sono un quadro della Uil, – spiega – la mia candidatura è stata promossa dalla segreteria generale nazionale ed è stata condivisa da tutte e 10 le province toscane». È stata numero uno della Uil livornese dal 2008 fino a pochi giorni quando dall’alleanza fra le strutture di Livorno e Pisa è nata la Uil Toscana Costa.
Dalla dirigente Uil arriva un messaggio neanche tanto velato al nuovo sindaco Nogarin: «Non deve sottrarsi al confronto con noi: in questi anni Cgil, Cisl e Uil sono state unite per affrontare tante emergenze con grande senso di responsabilità».
Parlando del proprio progetto di sindacato, Cantini insiste sull’esigenza di«monitorare il territorio insieme alle categorie, cercando di essere più vicini alla gente». Sottolinea che «in questi anni abbiamo visto la presenza massiccia di persone che sono completamente affidati a noi, soprattutto nella consulenza, perché non trovano risposte altrove».
In tutta la Toscana la Uil conta oltre 58mila iscritti, 13mila dei quali nelle province di Livorno e Pisa. La neo-leader regionale punta a «cambiare linguaggio» perché è «l'unico modo se vogliamo farci capire dai giovani».
Cantini, sguardo combattivo, capelli folti e lunghi portati legati, una figlia di 17 anni, sottolinea che sul fronte del lavoro, «dovremmo fare collante con le associazioni di categoria, in maniera da trovare tutti gli strumenti possibili per rendere più fluidi i rapporti fra mondo del lavoro e lavoratori». Poi aggiunge: «Faremo le nostre battaglie nelle vertenze già avviate: quella sulla sanità a livello regionale perché tutti i cittadini hanno il diritto alla salute, e la vertenza di Piombino. La siderurgia è un problema nazionale».
Per analizzare la situazione livornese, si affida a una immagine ferroviaria: «Livorno deve capire che il porto è il locomotore: se perdiamo il locomotore, il treno non può ripartire. Sono fiduciosa per le sorti della Porto 2000: credo che nessuno abbia intenzione di svalutare una società che costituisce un patrimonio. Il porto è l'elemento fondamentale: occorre potenziare questo settore, puntando sui traffici crocieristici» (ma anche sui trasporti pubblici, perché «Livorno è una città che ha bisogno di riacquistare una certa dinamicità, senza adagiarsi sugli allori»). Sempre a proposito di porto, parla anche della necessità di una cabina unica di regia perché secondo la Uil «avere due autorità portuali, Piombino e Livorno, nella stessa provincia non ha senso».
Capitolo problemi sociali: occhi puntati sull'emergenza abitativa. «Quando il reddito supera una certa soglia, il cittadino può essere invitato a liberare l'alloggio o a comprarlo. Ridistribuire equamente gli alloggi pubblici potrebbe essere una soluzione».
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