Gioco
Vigili in festa ricordando Sonia
L’anniversario numero 269 celebrato in Comune con sobrietà. Commozione per la collega scomparsa
LIVORNO. Cappelli bianchi sui banchi dei consiglieri comunali, divise celesti perfettamente stirate, gli uomini e le donne del corpo di Polizia Municipale aspettano insieme alle autorità politiche e militare l'arrivo del sindaco Nogarin per iniziare i festeggiamenti del 269° anniversario della sua fondazione. «Sono onorato di essere qui, orgoglioso di aver mantenuto la delega alla municipale e vedervi tutti qui nella sala consiliare», dice il sindaco presiedendo la sua prima festa. «Ringrazio personalmente ciascuno di voi per il lavoro quotidiano -continua il sindaco- per mantenere con efficienza l'ordine pubblico e se è possibile girare con tranquillità nelle strade lo dobbiamo alla singola attività che ciascuno di voi svolge».
Ma più che aria di festa, l'atmosfera è quella della commemorazione. Un lungo, lunghissimo applauso riempie la sala per ricordare la vigilessa Sonia Casini, spentasi un mese fa dopo una lunga lotta contro la malattia. Il comandante Riccardo Pucciarelli non nasconde la commozione nel ricordarla, «Sonia è stata una donna forte – dice – ha combattuto per lungo tempo con il male, conservando sempre vivo lo spirito di amore per la vita e per le persone care, di attaccamento e passione per il proprio lavoro, incredibili in una persona provata dalla sofferenza ma mai vinta nell’animo».
Sono ancora tanti applausi per lei a cui viene dato il riconoscimento alla memoria, ritirato dal marito Roberto e dalla figlia Daniela. «Certo ne è stata fatta di strada da quando nel 1775, con un'ordinanza del Gonfaloniere, venne istituito un nucleo di 5 uomini, – dice il comandante – allora nacque il primo nucleo della Polizia municipale di Livorno».
Niente Villa Mimbelli quest'anno per la festa della Polizia municipale. «Abbiamo inteso organizzare una cerimonia molto semplice, ma non per questo priva di significato, certamente per i tempi tecnici – spiega Pucciarelli – ma anche con la consapevolezza che il ricordo, per essere significativo, non ha bisogno di orpelli e che il comune sentire di tutti noi verso un impegno sempre costante e fattivo può ben rappresentarsi ovunque ed in qualunque forma».
Pucciarelli ricorda che «la legge-quadro resta quella dell'86 ma da allora resta una eredità da cui ripartire: la sicurezza integrata con urbanistica, tutela ambientale, gestione della mobilità e accessibilità alle aree urbane». Quel che è emerge è il quadro di una polizia che vuol essere sempre più radicata nel territorio e a disposizione dei cittadini. Vengono poi consegnati i riconoscimenti alla carriera a Baldeschi Aldo e Benenati Giuseppe appena andati in pensione.
Giulia Mancini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google