Il Tirreno

Livorno

INCONTRO IN CAMERA DI COMMERCIO

«Ma la Porto 2000 non deve essere svenduta ai privati»

LIVORNO. La Camera di Commercio ha ospitato l'incontro dal titolo “La Porto Livorno 2000, snodo strategico della città nel processo di uno sviluppo nuovo centrato sull'asse mare-turismo-cultura”. L'in...

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LIVORNO. La Camera di Commercio ha ospitato l'incontro dal titolo “La Porto Livorno 2000, snodo strategico della città nel processo di uno sviluppo nuovo centrato sull'asse mare-turismo-cultura”. L'iniziativa, aperta alla cittadinanza, è stata promossa e organizzata da Sergio Landi, Andrea Raiano e Giovanni De Peppo: “tre amici al bar”, come hanno voluto definirsi, che insieme condividono preoccupazioni e dubbi riguardo le sorti della Porto di Livorno 2000, la società pubblica di gestione del porto dei passeggeri le cui quote appartengono all'Autorità Portuale per il 72,18% e alla Camera di Commercio al 27,82%.

Dicono no alla «possibile svendita totale della società»: prima di cedere le quote – dice Landi – è necessario che l'Autorità metta la società nelle condizioni di competere. Come terzo punto, Landi indica la necessità di intraprendere percorsi differenti dall'asta pubblica nella ricerca di una partnership seria.

«La privatizzazione – accusa Enrico Barbini, delegato Cgil Porto 2000 – è un fattore molto delicato: quando si tratta di trasformazione delle società pubbliche, questi processi non sono mai un passaggi indolore sotto il profilo occupazionale. È un'operazione che non è vantaggiosa per nessuno. L'unico soggetto che potrebbe trarre dei benefici, vista anche la cifra irrisoria stimata, è il privato». Poi, annunciando che i lavoratori sono pronti alla mobilitazione, aggiunge che «prima di procedere sarebbe meglio fermarsi e fare con l'azienda e con l'Autorità un piano di rilancio della nostra attività mirata al recupero dei traffici che si sono persi in questi ultimi tre anni. Meno 350mila passeggeri nell'ultimo biennio».

Luca Tassi, lavoratore stagionale, da sei anni alla Porto 2000, segnala che «il lavoro stagionale dura 7 mesi e permette di dare respiro a molte famiglie soprattutto in questo periodo di crisi. Con la privatizzazione ci chiediamo quale sarà il futuro per noi lavoratori: occorre tenere di conto il lavoro precario».

I tre promotori dell'iniziativa, intanto, hanno annunciato che presenteranno le loro argomentazioni ai gruppi consiliari (cogliendo il suggerimento di Gianfranco Lamberti), ma anche al sindaco che si è detto favorevole all'iniziativa, e nuovamente al presidente dell'Autorità Portuale Giuliano Gallanti.

Rosanna Harper

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