Il Tirreno

Livorno

L’ex compagno di studio scelto per l’Urbanistica

di Mauro Zucchelli
L’ex compagno di studio scelto per l’Urbanistica

L’architetto Alessandro Aurigi ha lavorato con Filippo Nogarin nello stesso ufficio Nel suo curriculum spuntano le collaborazioni con una importante cooperativa rossa

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LIVORNO. Non è solo il sindaco Filippo Nogarin che arriva di là dal Chioma a guidare la svolta storica Palazzo civico. Il numero uno pentastellato va a cercare in campo rosignanese l’assessore che avrà in mano un tassello-chiave nel puzzle della Livorno che verrà: con il match sul nuovo piano regolatore appena iniziato, ecco che all’urbanistica chiama l’architetto Alessandro Aurigi, classe 1969, certificato di nascita targato Siena e compleanno nello stesso giorno di Montezemolo e Richard Gere (ma anche del comico tv Enzino Iachetti).

Lo studio Aurigi Architettura ha il quartier generale in località Sassogrosso, in quella fetta di territorio rosignanese che sta dalle parti di Nibbiaia. Ma l’albo provinciale dell’Ordine degli architetti, nell’edizione 2011, segnala un altro indirizzo: via Micali 22. Stesso indirizzo e stesso numero di telefono dello «studio di ingegneria Dott. Ing. Filippo Nogarin».

Alle prese con l’impegno difficile di dare una svolta sul terreno dell’urbanistica, dove un rigo di matita (computerizzata) vale milioni di euro, il sindaco punta su una persona che conosce bene: un collega di studio, forse un vero e proprio amico. Anche se, a dire il vero, nella conferenza stampa di presentazione (alla quale Aurigi non ha potuto partecipare) il sindaco si è limitato a dire che «lo conosco perché è stato attivista M5S».

Del resto, a Rosignano Solvay il popolo dei Cinque Stelle lo sa bene che Nogarin e Aurigi avevano lavorato fianco a fianco nella mobilitazione del “6rose5stelle” contro la bozza del piano di emergenza esterno della Solvay.

In realtà, Livorno è entrata fin dagli inizi nel “radar” di Aurigi: nel percorso che dal ’90 al 2001 lo porterà alla laurea in architettura all’università di Firenze c’è una tesi che mette nero su bianco un «progetto di riqualificazione urbanistica del waterfront di Livorno» (con «il recupero e la valorizzazione della Dogana d’Acqua e dell’intera area compresa tra la Fortezza Vecchia e la Porta San Marco»).

Per un bizzarro capriccio del destino è proprio una delle zone-clou delle operazioni urbanistiche che, a distanza di una dozzina di anni da quella tesi di laurea, ora stanno bollendo in pentola: le Fs che vogliono vendere l’ex stazione San Marco, la Dogana d’Acqua in corso di trasformazione per farne un polo high tech, la Fortezza che torberà a essere abbracciata dall’acqua, il polo crociere-traghetti...

Per un’altra curiosa coincidenza del caso, spunta un altro Alessandro Aurigi: stessa università (Firenze), stesso campo professionale (è a capo di una facoltà di architettura e design a Plymouth). Illustre sì ma solo un omonimo, precisa lui via tweet.

Il curriculum dell’Aurigi di casa nostra punta, nella specializzazione postlaurea, alla progettazione eco-sostenibile (fino a portare a casa nel 2005 la vittoria in un concorso nazionale per realizzare 24 alloggi popolari a basso impatto ambientale e, più tardi, collabora al l’intervento di consolidamento di un’altra Fortezza a cinquemila km da quella sui Fossi: è nel sito archeologico di Al-Baleed nel sultanato di Oman. In genere lavora come design manager, spazia fra la ristrutturazione del borgo di Castelfalfi e la riqualificazione di un edificio termale a Chianciano. Spesso per un gigante delle coop edilizie livornesi come la Clc. Con gli occhi che restano puntati anche sulla striscia fra terra e acqua della Porta a Mare: lavora all’edificio polifunzionale di case, uffici e negozi per conto di Azimut Benetti e alla nuova strada comunale in questa zona.

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