Sicurezza
Ecco i primi due assessori e anche le prime polemiche
Si forma lentamente la squadra di Nogarin e c’è un caso sulle modalità di nomina Simona Corradini era candidata in un’altra lista, il regolamento M5S lo vietava
LIVORNO. Il giorno della giunta si è trasformato in uno show, iniziato col sindaco Filippo Nogarin che anziché affiancato dalla sua nuova squadra ha tenuto la conferenza stampa accanto al vicesindaco Stella Sorgente e a Maurizio Donati, noto in città come "lo sceriffo della stazione", e terminato con una polemica riguardante il nuovo assessore al traffico e al commercio Simona Corradini, che ad andar bene potrà esser placata con qualche dose di Maalox, come è convinto lo stesso Nogarin, ma che in realtà potrebbe creare una prima grossa frattura all'interno del Movimento 5 Stelle.
Corradini infatti si era candidata alle amministrative del 25 maggio con la lista civica di Marco Cannito e secondo l'autoregolamento che i 5 Stelle si erano dati non avrebbe potuto proporsi alla selezione per assessore. Il neosindaco però ha voluto fare subito un’eccezione: «Non potevamo farci sfuggire una professionalità di questo livello», ha spiegato, mostrando le otto pagine di curriculum dell’architetto Corradini.
Accanto a lei, Nogarin ha annunciato anche un altro assessore, Alessandro Aurigi. Anche lui architetto, anche lui collocato in un ruolo chiave. Gli saranno affidate le deleghe ad urbanistica e sviluppo economico, sarà quello insomma che dovrà disegnare il futuro della città. Ma anche lui, forse, già da oggi, è destinato a diventare un caso politico: perché, come scriviamo nelle pagine seguenti, Aurigi fino a pochi anni fa lavorava nello stesso studio del neosindaco, anche se Nogarin di questa conoscenza approfondita non ha fatto alcun cenno ai giornalisti. «Sì, lo conoscevo - si è limitato a dire - è anche appartenente al M5S ma non ha mai avuto ruoli attivi con noi. Nella selezione ha contato il suo curriculum. E, come nel caso di Simona Corradini, il fatto di essere livornese ha rappresentato un valore aggiunto, considerando che le loro deleghe necessitano di una approfondita conoscenza della città».
Erano cinque i nomi attesi nella giornata di ieri, dopo che lunedì mattina il consiglio comunale si era trovato davanti a sè il banco degli assessori deserto. Ma Nogarin ne ha fatti soltanto due. All'ultimo momento infatti è saltata la nomina dell'assessore al bilancio, un dirigente d’azienda di Arezzo che sul più bello ha detto no. «Ad ore vorrei mettere la bandierina sulla cultura - ha garantito però il sindaco - e spero nel giro di due giorni di poter comunicare altri nomi. Il lavoro di preselezione è stato enorme e tutto basato sul volontariato. Va sottolineato che un gruppo di lavoro si è messo a disposizione della città, ha analizzato i curriculum, poi ha fatto i precolloqui mettendomi nelle condizioni di avere i dati per scegliere il meglio».
Mancavano pochi minuti alle 17 quando Nogarin si è presentato nell’atrio del municipio, dove una trentina di giornalisti da una mezzoretta lo stavano attendendo. Arrivati in sala giunta ci si aspettava che a fianco del sindaco si sedessero i nuovi assessori. E invece per una decina di minuti, fino a quando non è arrivata anche Stella Sorgente, l’unico ad affiancare Nogarin è stato Maurizio Donati, lo “sceriffo della stazione”, noto in città per la sua abitudine di chiedere ad ogni donna che incontra, di sposarla. Tesa da cow-boy in testa, stella sul petto alla John Wayne e spillina dei 5 Stelle, si era intrufolato nella conferenza stampa ed è intervenuto più volte, chiedendo al sindaco di sistemare i giardinetti di piazza Dante, il degrado di via Orosi e le buche di via Masi.
Nogarin l’ha ascoltato, l’ha ringraziato per avergli posto problemi seri, in alcuni momenti l’ha anche utilizzato per lanciare frecciatine ai giornalisti: «Visto che ho da lavorare, quasi quasi vado di là e tu li intrattieni per due ore», gli ha detto. Poi, a conferenza stampa conclusa, si è giustificato: «Che cosa dovevo fare? Farlo portar via dai vigili urbani? Me lo sono trovato accanto e mi è sembrata la cosa più normale lasciare che stesse lì al tavolo con noi».
E’ stato un confronto durato un’ora, aperto tanto per gradire da una contestazione alla stampa. «Voglio fare una precisazione - ha debuttato Nogarin -: ho letto con sorpresa sui giornali di stamani (ieri, ndr) che mi sono presentato al consiglio senza giunta. Non è vero, perché accanto a me c’era il vicesindaco Stella Sorgente, dunque formalmente la giunta c’era. Vi pregherei di porre più attenzione a queste cose».
Poi Nogarin ha annunciato i nomi di Aurigi e Corradini. Ma se sul primo non ha proferito parola in merito all’aver lavorato fianco a fianco nello stesso studio, anche sui problemi relativi alla nomina della seconda ha glissato. Prima parlando soltanto di un «curriculum straordinario», poi, quando qualcuno gli ha fatto notare che la Corradini era stata candidata in Città Diversa, rispondendo semplicemente che «non c’è stato alcun accordo politico». Nessun riferimento al punto G del bando di selezione scritto dal M5S che impediva la partecipazione a chi si era candidato con altre liste alle Europee o alle amministrative, forse, probabilmente sperando che i giornalisti non sapessero o non ricordassero quel requisito minimo deciso dalla base dei 5S. Solo quando qualcuno gliel’ha fatto notare, a conferenza stampa terminata, Nogarin ha risposto che «non poteva non esser fatta un’eccezione davanti a tanta professionalità» e poi «che le dichiarazioni di Cannito in consiglio comunale hanno aperto la porta all’entrata della Corradini in giunta».
Abbottonatissimo sugli altri nomi in ballo, Nogarin ha sottolineato e ribadito più volte l’attenzione ai curriculum dei centinaia di candidati alle poltrone di assessore: «Stiamo spulciando tra profili di alto livello, abbiamo ricevuto curriculum di professionisti noti e affermati, ma la nostra linea è diversa: la nostra politica è stata quella di non cercare nomi famosi per accreditare la giunta, ci piacerebbe invece che chi farà parte di questa giunta, tra cinque anni diventi famoso». “Come Spinelli”, gli dice a battuta il collega di una tv. Ma Nogarin rimane perplesso. Lo guarda in silenzio per alcuni secondi, poi gli dice: «Scusi ma non so chi sia». Cala il silenzio. Qualcuno lo illumina: “Signor sindaco, è il presidente del Livorno”. Nogarin si rende conto della gaffe e cerca di recuperare: «Ah ecco, devo chiedere al mio consulente Edo della mitica 1° B, lui è espertissimo di calcio e mi aiuta nelle mie mancanze, io invece ho sempre amato gli sport minori».
Si passa oltre e s’arriva ai compensi, altro tasto caro al M5S. «Guardate, io sto lavorando 13 ore al giorno, qui in Comune possono testimoniarlo tutti. Se fate il conto di quanto percepisco, capirete che mi sono abbondantemente diminuito lo stipendio». E gli assessori? «Non ne abbiamo parlato, ma un assessore prende talmente poco rispetto al lavoro che deve fare, che non mi sembra argomento di cui discutere. Rimarrà lo stesso compenso che c’era in passato con una differenza: i nostri lavoreranno più ore, dunque il loro stipendio in qualche modo sarà più basso».
@giucorsi
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