Gioco
Un presidente donna e dell’opposizione
La nuova maggioranza a 5 Stelle sceglie la discontinuità
LIVORNO. La prima è una conferma: Stella Sorgente, musicista e docente, è il nuovo vicesindaco di Livorno. La seconda, seppur annunciata sulle pagine del Tirreno, è una novità dal punto di vista istituzionale: la presidenza del consiglio va all’opposizione. Il Movimento 5 Stelle ha deciso di indicare come nome quello dell’insegnante e già presidente di Buongiorno Livorno, Giovanna Cepparello. Che da ieri è la prima presidente donna nella storia della città.
Ad annunciarlo è stata una consigliera del Movimento 5 Stelle, l’archeologa Maria Cristina Mileti, che ha rotto il ghiaccio dopo il giuramento del sindaco in un consiglio emozionato, a tratti impacciato, quasi tutto rivoluzionato. Grillini in maggioranza schiacciante (20 seggi), il Pd stretto in un fazzoletto di due banchi, per sette posti. Poi i tre consiglieri di Buongiorno, uno di Città Diversa, Elisa Amato di Forza Italia.
«Innovazione, partecipazione e trasparenza», sono le tre parole con cui Mileti rompe il ghiaccio: «Abbiamo valutato la possibilità di tenere la presidenza», dice, ma «in segno anche di discontinuità, abbiamo deciso all’unanimità di appoggiare un rappresentante della minoranza. Nessuna fiducia nella classe dirigente precedente, la persona più adatta è Giovanna Cepparello, persona coscienziosa, valida e dalla profonda etica professionale, siamo convinti che sarà super partes». E in sala scatta l’applauso.
Polemica di Marco Cannito (Città Diversa), ok dal gruppo del Pd, guidato dall’ex candidato sindaco Marco Ruggeri, che rivolgendosi al sindaco dice: «Con questa decisione si apre una stagione positiva in consiglio comunale, che è il luogo dove ci confrontiamo. Lealtà istituzionale è cosa diversa dalla lealtà politica. Quella di Cepparello è una proposta di qualità, il Pd la voterà. Vi faccio gli auguri, ne avrete bisogno...».
Emozionatissima Cepparello, che si dice «onorata, cercherò di svolgere questo compito con la massima imparzialità». «Spero che questa sala – dice per la prima volta da presidente – si apra ai bisogni della città che ha lanciato un grido di sofferenza». E che lo faccia aggrappandosi al «fil rouge della Costituzione e dell’antifascismo». Vicepresidenti Daniele Esposito e Giovanni Fuoti, del M5S.
Ironia della sorte, fino a quel momento a fare da presidente, dal bancone dietro al sindaco pentastellato, è proprio il segretario del Pd, Jari De Filicaia, in giacca, che poi si siede accanto all’ex presidente della circoscrizione 2, Monica Ria.
Da segnalare che nel corso della seduta ci sono state due surroghe tra i banchi del Movimento: Nicola Meschinelli ha preso il posto di Francesca Zanghi, Marco Galigani quello di Stella Sorgente.
A questo punto Nogarin presenta Sorgente tra i gli applausi dei pentastellati che si alzano in piedi. E Francesco Bastone prende la parola per dire che «cercheremo di promuovere la partecipazione diretta, ridurre il distacco dalla politica, tra le prime iniziative auspichiamo l’introduzione del referendum senza quorum e provvedimenti su emergenza abitativa, attività commerciali e lavoro».
Poi, a sorpresa, il sindaco interrompe per dieci minuti la seduta. Il motivo? Si viene a sapere dopo che i 5 Stelle hanno dovuto fare un briefing sui numeri e i nomi della commissione elettorale. Che al rientro è stata votata con questo risultato: Monica Ria (Pd), Alessandro Mazzacca (M5S), Edoardo Marchetti (M5S). Supplenti Amato Nicosia (Fi), Rossi (M5S), Agen (M5S).
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