Gioco
Pd all’opposizione dopo 70 anni
La prima volta in minoranza ma Ruggeri annuncia battaglia: «Rispetto istituzionale, però niente sconti»
LIVORNO. «Siamo sempre stati abituati a governare, ora dovremo abituarci a fare opposizione». Ma «sarà un’opposizione senza sconti...». È il lunedì nero del Pd. Quello che vede il centrosinistra all’opposizione dopo oltre mezzo secolo di governo. Un altro lunedì nero, per il Pd, dopo quello che il 9 giugno ha visto i grillini festegiare in Comune dopo il ballottaggio.
I democratici, sette in tutto, siedono in due file di banchi, tra la sinistra di Buongiorno (accanto a Città Diversa) e il muro a cinque stelle fatto di venti consiglieri del Movimento. «Noi nei banchi che erano del centrodestra come vorrebbe Nogarin – smorza col sorriso la tensione Ruggeri – non ci andiamo, sia chiaro». Facce scure da queste parti. Ma tra le forze in consiglio toni pacati e rispetto. Per il Pd parla il capogruppo Ruggeri. In consiglio Jari De Filicaia, Alessio Ciampini, Monica Ria, Marco Martelli, Pietro Caruso. Crsitina Bini è assente per un lutto familiare.
«Portiamo a casa il primo risultato positivo – dice finito il consiglio Ruggeri – è stata accolta la nostra proposta di affidare la presidenza a Buongiorno Livorno o a Città Diversa. È vero che in passato non è mai stato fatto, ma è vero anche che come coalizione di centrosinistra siamo sempre stati sopra al 50 per cento, politicamente c’era una legittimità diversa».
Ok, clima da primo giorno di scuola, quando si fanno regole e ci si inizia a guardare negli occhi. Ma poi? «Le istituzioni sono la casa di tutti, il governo della città e la politica sono un’altra cosa – ripete Ruggeri – non faremo sconti al neosindaco!». «La giunta – aggiunge – è prerogativa sua, ma noto che questa città non ha molto tempo da perdere. Nella storia di Livorno non c’è memoria di un sindaco che si sia presentato al consiglio senza la giunta. Capisco che ci sono i curriculum e tutto il resto, il metodo sarà anche innovativo, ma forse è inadatto ai tempi di decisione di cui ha bisogno il governo di una città come Livorno...».
Parole simili da Jari De Filicaia, che da consigliere più votato al primo turno si trova ad aprire la seduta da presidente, con accanto il segretario generale e davanti il neosindaco a 5 Stelle. «Siamo sempre stati abituati a governare – prende fiato – adesso dovremo abituarci a fare opposizione. Nogarin? Mi sarei aspettato almeno un discorso programmatico, che dicesse al consiglio qual è la sua idea di città. Invece per ora niente...». «Non vorrei fare quello che guarda il pelo nell’uovo – aggiunge – ma non mi sembra molto rispettoso delle istituzioni che presenti gli assessori dopo, con una conferenza stampa: spero poi torni in consiglio per presentare la squadra e, soprattutto, il percorso. È passato un mese dalle elezioni, la città non può permettersi di aspettare tanto».
Anche Ciampini, al debutto in consiglio, dopo la seduta affida un bel po’ di dubbi alle pagine dei social. Mentre l’ex presidente della circoscrizione 2, Monica Ria, si presenta in abito nero: «Oggi è iniziata un'altra avventura, diversa da quello che credevo qualche mese fa, ma che ci vedrà – promette – ancora più battaglieri, attenti e partecipi, lo dobbiamo a tutte quelle persone che ci hanno dato fiducia...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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