Gioco
Livorno ricorda i bombardamenti
Una mattinata per commemorare i 250 morti provocati dagli aerei americani
LIVORNO. Era un lunedì mattina, il 28 giugno 1943, quando, per la seconda volta nel giro di un mese, su Livorno si scatenò l'inferno: in nove minuti novantasette bombardieri americani B-17 "Flying fortress" del 301st. Bombardment Group (Heavy) provenienti dal Nord Africa rovesciarono sulla nostra città centinaia di ordigni da mezza tonnellata senza trovare ostacoli, salvo una lieve contraerea e quattro caccia italiani che non impensierirono quegli enormi quadrimotori in formazione.
L'obiettivo dichiarato erano lo Stanic e le installazioni portuali (in porto fu anche affondato l'incrociatore Bari), ma l'incursione si rivelò un massacro provocando oltre duecentocinquanta vittime, in gran parte uccise dentro i rifugi antiaerei, decantati dal regime fascista, ma inutili contro bombe di tale potenza ed in pratica delle trappole mortali.
Quelle vittime, quasi tutte civili e molte di esse lavoratrici in fabbrica, sono state commemorate l’altra mattina, a partire dalle 10 e mezza, l'orario d'inizio dell'incursione, con una corona d'alloro per ciascuno dei tre luoghi simbolo: dapprima in via Galilei, dove una lapide sul muro di cinta dell'Iti ricorda le 86 vittime perite nel rifugio un tempo lì esistente, poi in via Mastacchi dove una targa sulla facciata di un grande edificio popolare rammenta gli oltre settanta morti nell'adiacente rifugio. La terza corona è stata infine deposta presso il cippo che ricorda la trentina di lavoratori, in gran parte donne, del Gommificio Italiano, attivo dal 1922 in via della Sorgenti, periti nel vicino rifugio. Alla cerimonia erano presenti, oltre ad alcuni familiari delle vittime, quattro consiglieri comunali pentastellati ovvero Daniele Galli, Federico Agen, Edoardo Marchetti e Stella Sorgente.
Roberto Riu
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