Il Tirreno

Livorno

L’ira di Cannito che lascia il banco

L’ira di Cannito che lascia il banco

«L’incompatibilità per la presidenza non c’è e vi dico che chi la fa l’aspetti...»

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LIVORNO. «Bisogna guardarsi dai finti umili, dagli improvvisi e sfrenati ambiziosi, dagli untuosi interlocutori...». Marco Cannito (Città Diversa) che prima del ballottaggio ha indicato di votare «secondo coscienza o Nogarin», grida queste parole al microfono poco dopo l’ufficializzazione della candidatura di Cepparello (Bl). E neanche al trentesimo del consiglio scoppia la polemica e volano gli stracci con Bl e M5S.

Cannito nei giorni scorsi («tirato in ballo») si era detto disponibile a ricoprire la carica di presidente «per facilitare un delicato passaggio istituzionale a fronte dei gravi problemi della città». «Sono poi venuto a sapere, extra consiglio – dice – che sono state sollevate futili questioni su una mia presunta incompatibilità, questione già risolta nel 2004: l’incompatibilità non c’è, lo farò presente al prefetto...». La perdita della presidenza non gli va giù e denuncia: «Non nascondetevi dietro al paravento, l’assegnazione della presidenza oggi diventa non una scelta di garanzia, e neanche il frutto di una trattativa trasparente, ma una scelta partitocratica». E ancora, prima di lasciare a lungo la sala: «Prendo atto che non si è instaurata alcuna opportunità per una collaborazione istituzionale né per un dialogo politico, da parte mia non c’è disponibilità ad assumere la presidenza di commissioni...».

I toni salgono: «Ricordo a tutti qualche proverbio tipo “chi la fa l’aspetti”, sempre possibile in presenza di voltagabbana e Jago che cambiano carro e vorrebbero fingersi nuovi». E per sé cita don Milani: «Una volta aiutati ad abbattere il cancello del potere mi trovate dall’altra parte, perché ora siete voi il potere». In sala partono i mugugni. Lui presenta comunque la sua candidatura «per garantire pluralità e pluralismo». Interviene il sindaco: «C’è stato dibattito interno sereno, abbiamo preso in considerazione Cannito, ritenendo che per la sua esperienza fosse una garanzia. Ma l’articolo 31, comma 7 del regolamento dice che è incompatibile». In sostanza perché presidente di un gruppo monocomponente. E Cannito, che fa sapere che il «gruppo non è stato ancora costituito, controbatte: «Eppure nel 2004 il segretario dette interpretazione diversa, so che va via, lo ringrazio per la coerenza».(j.g.)

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