Gioco
Fials va all’attacco di Rossi e vertici Asl
Il sindacato controbatte al governatore e a Porfido: «Gestione inadeguata, di cosa si meravigliano?»
LIVORNO. Si infiammano i toni sull’ospedale, dopo le parole sul pronto soccorso del governatore della Toscana, Enrico Rossi, e il botta a risposta a distanza con Filippo Nogarin. Ad alzare la voce è il sindacato Fials, che parla di «direzione inadeguata».
«Il dibattito che si è accesso sulle inadeguatezze del pronto soccorso provocando la reazione-ultimatum del governatore Rossi al direttore generale – scrive Daniela Boem per la segreteria provinciale del Fials – riassume bene uno stato di conclamata incapacità di programmazione e di gestione della sanità Livornese». «Di cosa si meraviglia Rossi – scrive – che nel corso del tempo ha assegnato a Livorno direttori generali che obbedendo ai suoi comandi hanno privato l’Asl 6 delle specialistiche (ad esempio chirurgia pediatrica) e ridotto anche le attività di base favorendo la migrazione dei pazienti verso l’azienda pisana e anche oltre regione?».
«Le scelte gestionali dell’Asl 6 – attaccano dal Fials – hanno ridotto il numero di posti letto al 2,19 per mille abitanti, che è il parametro più basso in assoluto di tutte le Asl di area vasta ed è stata fino a oggi incapace di attivare servizi territoriali idonei a impedire l'intasamento del pronto soccorso. La direzione aziendale ha sviluppato politiche restrittive basate sulla riduzione del personale, che ha determinato una diminuzione degli operatori di circa 400 unità negli ultimi anni. Le risorse a disposizione ma non spese, secondo le previsioni di legge, ammontano ad oltre sei milioni di euro all'anno e sono state utilizzate per abbattere il disavanzo di bilancio. Inevitabili le ripercussioni negative sulle condizioni di lavoro degli operatori e sui servizi ai cittadini».
«Basta – scrivono dal sindacato – con le mistificazioni e gli opportunismi, domandiamo al direttore dove sono finiti i soldi già stanziati per l'acquisto della Tac per il pronto soccorso, il locale per la sua collocazione è pronto da due anni, ma viene utilizzato come degenza». Il Fials torna a parlare di «modello fallimentare dell'intensità di cura di cura che ha aumentato le fughe». E «l'azienda sanitaria pisana – chiosano dalla segreteria – ha adottato un piano assunzioni straordinario e ha modificato l'assetto organizzativo delle degenze aumentando il numero dei posti letto, migliorando l'aspetto dell'accoglienza e snellendo l'attività del triage, liberando gli infermieri dalle attività prettamente amministrative». «L'unico interesse che riscontriamo nella direzione aziendale – attaccano infine – è stato quello di pensare all'aumento del numero di dirigenti amministrativi, tecnici e da ultimo un ulteriore dirigente infermieristico con spesa di circa 100mila euro annui che si aggiungono alle spese sostenute per il dirigente della società della salute, carrozzone inutile che deve essere cancellato».
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