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Condannato a 3 anni e 10 mesi l’ex direttore di Porto 2000
Si è concluso il processo agli amministratori che tra il 2004 e il 2007 gestivano il terminal passeggeri: ecco la sentenza del Tribunale di Livorno. Crocchi: "Andrò sicuramente in appello".
Tre anni e 10 mesi di reclusione e la restituzione a Porto 2000 di 501mila euro (più gli interessi legali dal 2007). E’ la condanna inflitta dal tribunale di Livorno a Bruno Crocchi, ex direttore della società che gestisce il terminal passeggeri.
Sette anni dopo il primo sequestro di documenti ad opera della guardia di finanza, a cui sono seguite 36 udienze, 45 richieste di rinvio a giudizio per 61 capi d’imputazione, ieri sera è arrivato all’epilogo il maxi processo che ha travolto gli ex vertici di Porto 2000 e che negli anni scorsi - era il 2010 - ha visto il patteggiamento dell’ex presidente Bruno Lenzi a 4 anni di reclusione (di cui 3 indultati).
Sono servite dieci ore di camera di consiglio al collegio presieduto da Gabriella Marinelli per decidere della sorte dei 26 imputati rimasti dentro al processo. La procura aveva chiesto oltre 25 anni di reclusione, ma alla fine nella quasi totalità gli imputati sono usciti assolti o non processati per prescrizione, ad eccezione appunto di Crocchi e dell’imprenditore Ivano Busoni.
Nonostante la condanna verso l’ex direttore di Porto 2000 sia stata più leggera rispetto ai 5 anni e 3 mesi richiesti dal pubblico ministero Mannucci, la sentenza rappresenta comunque una mazzata sulla testa di Crocchi. E non è un caso che al termine della lettura del dispositivo lui stesso abbia annunciato la volontà di ricorrere al secondo grado di giudizio. «Appello stecchito», sono state le prime due parole pronunciate dal grande imputato al momento in cui i giudici hanno lasciato l’aula. Più tardi Crocchi ha spiegato di essere in parte soddisfatto per l’assoluzione dal reato di estorsione, di millantato credito e di alcuni dei peculati che gli erano stati attribuiti.
A suo carico tuttavia il tribunale ha confermato l’associazione a delinquere e il peculato per le somme finite sui conti di Bruno Lenzi e Armando Totini. «Con questa decisione il giudice ha confermato che Crocchi non si è messo un euro in tasca per se stesso», ha commentato Vinicio Vannucci, difensore dell’ex direttore di Porto 2000. Aggiungendo: «Sottolineo che Crocchi è stato assolto dall’accusa di ogni estorsione verso l’imprenditore Parlagreco, secondo il quale invece sarebbe stato preteso un obolo del 70% per ogni fattura emessa».
Tra gli altri imputati il collegio ha condannato anche l’imprenditore Ivano Busoni, legale rappresentante della "Arte Antica snc". Nei suoi confronti la pubblica accusa aveva chiesto un anno e 6 mesi di reclusione per le fatture emesse tra il 2006 e il 2007. Il tribunale l’ha dichiarato colpevole per tre delle fatture incriminate decidendo una pena di 10 mesi di reclusione (sospesa con la condizionale) e la restituzione di 18mila euro di risarcimento a Porto 2000. Prescritti invece i reati relativi alle fatture emesse fino al settembre 2006.
Altri 18mila euro lo stesso Busoni dovrà rifondarli sempre a Porto 2000 insieme a Crocchi per il risarcimento delle spese relative all’azione civile.
Per tutti gli altri imputati, dai componenti del consiglio d’amministrazione e del collegio sindacale dei revisori dei conti (accusati di concorso in falso in bilancio) agli imprenditori coinvolti fino ad alcuni dipendenti di Porto 2000 - per i quali il pubblico ministero aveva chiesto dai tre anni ai sei mesi di condanna - il collegio ha deciso l’assoluzione o il non doversi procedere per prescrizione.
Così è stato per Giovanni Spadoni, Piero Masi, Giuseppe Angella e Luigi Pappalardo (con riferimento all’approvazione dei bilanci del 2005 e 2006), ma anche per Pierpaolo Carboni, Bruno Baracco, Paola Lupi e Michela Rocco, per Pierluigi Grilli, Roberto Cioni, Enrico Grilli, Achille Gemini e Roberto Cascavilla. Verso di loro il tribunale ha dichiarato di non doversi procedere per essere ormai prescritti i reati a loro contestati.
Ma gli stessi Angella, Masi, Spadoni e Pappalardo, insieme a Crocchi, Mauro Pacini, Enrico Giovannini, Emo Salvadori, Aldo Beccani sono stati assolti anche nel merito - perché il fatto non sussiste - dall’accusa di compensazione dei valori attivi con valori passivi imputabili a soggetti diversi e alle modalità di imputazione dell’abbattimento del debito nei confronti di Port Authority.
Assolti perché il fatto non costituisce reato anche gli imprenditori Michela Marmeggi e Gino Bonomo (M.M. Giardinaggio ed Edilizia), Pierluigi Grilli (Edilgrilli), Roberto Antonini (Polisportiva Gemini), Salvatore Daini, Onofrio Sposaro,Pierluigi Neri, Secondo Panieri.
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