Il Tirreno

Livorno

Sequestrato un conto da 1 milione in due a processo a San Marino

di Manolo Morandini

Nella Repubblica del Titano sono stati rinviati a giudizio Michelangelo Fedele e la moglie Per gli inquirenti, in base alle verifiche in banca, quel denaro non è giustificato rispetto al lavoro dichiarato

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LIVORNO. Oltre un milione di euro. Congelato dal commissario della legge della Repubblica del Titano su un conto della Banca di San Marino Spa.

È il denaro al centro del sequestro preventivo disposto a carico di Michelangelo Fedele, 68 anni, e di sua moglie Giuseppina Zambardino, 57 anni, entrambi residenti a Donoratico. Tutti e due sono rinviati a giudizio. Lui con l’accusa di possesso ingiustificato di valori, e lei per riciclaggio, a seguito degli accertamenti sulla congruità di quei soldi rispetto alle fonti lecite di reddito.

L’ipotesi degli inquirenti è che si tratti di proventi frutto di attività criminale.

Più di quattro ore in auto.

Sono 363 i chilometri che separano Castagneto dal Monte Titano. Ed è una strada che Fedele e sua moglie percorrono almeno diciassette volte nell'arco di dieci anni. La prima operazione di versamento è del gennaio 1999 e l’ultima risale al 2008, per un totale di 1.128.000 euro.

Soldi utilizzati per investimenti in titoli, che hanno fruttato oltre mezzo milione di euro, e per una decina di prelievi, sempre in contante, per un totale di 1,1 milioni di euro, tra l’ottobre del 2002 e settembre del 2010. Il tutto nell'ambito del rapporto stretto da Michelangelo Fedele con la Banca di San Marino nel gennaio del 1999, con l’apertura di un libretto di deposito al portatore. E a distanza di due giorni di un conto deposito titoli.

Mentre in seguito, nel 2002, viene acceso un conto corrente. E nello stesso anno c’è delega ad operare sui conti alla moglie Giuseppina Zambardino.

Il controllo.

Risale al marzo del 2009 il primo controllo. L’istituto di credito deve assolvere agli obblighi di adeguata verifica della clientela. Ovvero, verificare la congruità dei valori amministrati rispetto alle fonti di reddito del cliente. Fedele dichiara di essere un imprenditore agricolo e che l’apertura del rapporto bancario è per degli investimenti.

Gli inquirenti, però, hanno più di un dubbio sull’attività del correntista e su quella della moglie che risulta casalinga. Verificano che tutti i rapporti sono stati alimentati esclusivamente con versamenti in contanti.

E così per i prelievi. Somme che non appaiono congrue rispetto alle attività economiche di Fedele e della moglie. A non convincere è anche la modalità operativa: gli accrediti e i prelievi sono solo in contanti e per questa via si perdono i riferimenti tra l'origine e la destinazione delle somme.

Il processo.

Non è stata ancora fissata la data del processo a fronte del sequestro cautelativo di 1.128.000 euro disposto all’inizio di marzo di quest’anno mentre i rinvii a giudizio sono di aprile. Altri elementi che per gli inquirenti rafforzano le ipotesi di reato arrivano dalle informazioni acquisite tramite rogatoria dall’Italia. A pesare sono i precedenti dell’uomo a carico del quale risultano condanne, tra il 1983 e il 2001, per i reati di sequestro di persona, ricettazione ed estorsione. E anche l’ingente patrimonio immobiliare che non troverebbe giustificazione nell’attività dichiarata da Fedele: oltre cento immobili di proprietà, tutti in provincia di Livorno.

Le accuse.

A Michelangelo Fedele viene contestato un reato relativamente nuovo nella storia della Repubblica di San Marino, risale infatti al 2010 l’introduzione dell’ipotesi possesso ingiustificato di valori (articolo 199 ter del Codice penale sanmarinese).

Il fascicolo d’indagine, infatti, è proprio del 2010. Mentre la moglie Giuseppina Zambardino è rinviata a giudizio con l’accusa di riciclaggio (articolo 199 bis del Codice penale sanmarinese) in concorso con il marito.

Si devono a lei una delle operazioni di versamento per oltre 160mila euro sul libretto al portatore e un prelievo in contanti per poco più di duecentomila euro dal conto corrente, sempre in contanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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