Gioco
«Avanti turismo e cultura il Goldoni sarà il motore»
Domani in consiglio presenta una parte della giunta. «Arriva un city manager»
LIVORNO. Annuncia che la Fondazione Goldoni diventerà il «braccio operativo» della cultura livornese, in tandem col turismo. Dice che in Comune arriverà un city manager, che i dirigenti delle partecipate dovranno farsi da parte («ho già parlato con l’avvocatura...») e che di palazzi al Luogo Pio e nuovo ospedale non se ne parla. Mentre cambierà la viabilità che porta all’Odeon e al posto della Tosap arriverà la Cosap. Poi dà uno sguardo alla pagina del Tirreno e si sofferma sullo schema dei gruppi nel nuovo consiglio: «Ho visto che l’avete già pubblicato, ma farò subito cambiare la disposizione delle forze in consiglio comunale, è il Pd che deve stare alla destra del M5S, accanto a Forza Italia...».
Parla così Filippo Nogarin, a venti giorni dall’elezione e nel suo ultimo giorno da uomo solo al comando del Comune, prima di salire sulla sua “auto bianca” e passare a prendere Beppe Grillo...
Sindaco, partiamo dall’ospedale: dopo i dati del Mef, il governatore Rossi ha scritto su Fb criticando il pronto soccorso di Livorno...
«Ah sì? Non l'ho visto…»
Non l'avrà visto, ma poco dopo sulla sua pagina Fb è comparso questo post: “C'è un buffone che si aggira nel pronto soccorso della mia città che afferma cose discutibili delle quali è anche responsabile solamente per difendere un progetto fallimentare...”. Chi sarebbe il buffone?
«Uno che passava dal pronto soccorso...».
Vabbè, e quali sarebbero le cose discutibili ?
«Farfugliava questioni…»
Nel merito: Rossi ha chiesto all’Asl 6 un piano in 15 giorni. Cosa ne pensa?
«Su quello che il signor Rossi dice sul pronto soccorso, dopo un anno che si è insediato Porfido e dopo che questo rappresenta uno degli ennesimi fallimenti della sua gestione, ho molte cose da dire. Intanto è fallimentare il modello dell'intensità di cura, che sta alla base della realizzazione dei quattro ospedali toscani: la formazione dei medici specialisti italiani non è quella del dottor House, che probabilmente lui vede in televisione. Questo modello è nato per ridurre gli infermieri, ma non permette di raggiungere risultati di eccellenza. Noi abbiamo un rapporto posti letto abitanti di 219 su mille, la Regione indica un parametro di 315 su mille. La replica del signor Rossi potrebbe essere che con il nuovo ospedale miglioreremo la sanità, ma il progetto di Montenero prevede un'ulteriore riduzione di posti letto. Con che criterio si pensa di aumentare la qualità del servizio? È l'ennesima speculazione edilizia».
Ma dove starebbe la speculazione? Non sui terreni di Montenero, che sono comunali…
«Nella vendita delle aree di viale Alfieri. Chi le compra? Per farci cosa? Perché la maggior parte dei soldi dovrebbero arrivare da lì. E Monterotondo? Faremo la guerra, non lasceremo che ci facciano le palazzine. Quella è proprietà del pubblico e resterà tale, piuttosto ci mandiamo i gatti…».
Rossi ha aperto alla possibilità di ridiscutere la localizzazione: lo incontrerà?
«Sarò ben contento di confrontarmi con lui. Ma ripeto: non è un problema di localizzazione. No al nuovo ospedale, no al project financing, non arretreremo di un millimetro. La Regione deve cacciare i soldi e ci deve far vedere un progetto per migliorare il servizio. Sono io che vado a chiederlo a Rossi, non Rossi a Porfido. Garantiremo ai livornesi che l'ospedale resterà sul viale Alfieri: esiste già un progetto dell'Asl 6, discutiamo di quello».
I sindacati le hanno scritto una lettera sull'ippodromo: il pronunciamento del Tar su Alfea è rimandato a ottobre, nel frattempo cosa pensa di fare per non perdere le corse?
«Abbiamo fortemente cercato questa soluzione con Alfea e ottenuto il rinvio per poter fare le corse in regime di urgenza. Alfea si era opposta all'assegnazione ad altri, di tre anni, dell'impianto. Se ieri avesse ottenuto la sospensiva sarebbe andato tutto all'aria. Così abbiamo rivisto il bando, proponendo un affido di emergenza di un anno. Alfea lo ha ritenuto un atteggiamento coscienzioso, a garanzia della manutenzione dell'impianto. I due soggetti che si erano presentati si sono fatti avanti di nuovo: da lunedì valuteremo le offerte, nel frattempo ho dato mandato di iniziare la sistemazione del Caprilli. Vorrei far presente che tutto il lavoro che stiamo facendo, anche sulle piscine, è reso possibile dalle professionalità eccezionali che abbiamo in Comune».
Però intanto rivoluzionerà la macchina…
«Farò piccoli cambiamenti in alcuni settori. L'ingegner Chetoni andrà in pensione, non posso non intervenire. Ma non sono arrivato a fare il taglia teste. La volontà è che le cose funzionino nell'interesse del cittadino, senza pregiudiziali. Cambierò il segretario generale, lo nominerò direttamente, ho bisogno di una figura di fiducia. E la novità sarà l'ingresso nella pianta organica di un City manager. So già chi è, ma non faccio il nome, stiamo chiudendo i contratti».
Viene da fuori città?
«Non è livornese. È una persona competente che ha accettato di lavorare al minimo stipendio consentito».
E Grillo che ruolo gioca in queste scelte?
«Nessuno, la scelta è mia e di
chi fa il percorso con me».
Ma domani andrà in consiglio con la giunta?
«Una parte. Il gruppo che sta selezionando gli assessori sta lavorando duramente. Non stiamo cercando singoli professionisti, ma una squadra. Perché avremo una sfida importante nei prossimi anni. E io credo nel team».
Sorgente sarà vicesindaco?
«Lunedì in consiglio non sarà nominato il vicesindaco, avrò bisogno ancora di qualche ora».
Il M5S fa della trasparenza uno dei suoi punti di forza: perché allora i curriculum non sono stati resi pubblici e i nomi degli assessori non sono stati discussi col Meetup?
«Non posso sputtanare pubblicamente un professionista di alto profilo perché non l'ho scelto rispetto a un altro. Non me la sono sentita. Abbiamo ricevuto più di 900 curriculum da tutta Italia, hanno partecipato persone di altissimo livello. Ma non cerco grandi nomi per la giunta di Livorno, cerco ignoti che diventino famosi grazie alla giunta di Livorno».
La presidenza del consiglio andrà all'opposizione: Cepparello di Buongiorno. Frutto di un accordo pre-elettorale?
«Nessun accordo, c'è stato un dibattito trasparente. Era in lizza anche Cannito, per problemi legati al regolamento comunale non è stato possibile indicarlo, però è una persona di esperienza che avrebbe dato un valore aggiunto».
Le prime cose su cui lavorerà la giunta, oltre al porto?
«Le società partecipate. Terrò io la delega. E il mandato di chi le guida oggi dovrà, gioco forza, essere rimesso nelle mie mani. Ho già parlato con l'avvocatura civica nel caso in cui qualcuno non fosse d'accordo... Metterò a capo tecnici competenti, onesti, che dovranno prendere un euro meno del sottoscritto. Poi grande attenzione ai rapporti con gli istituti di credito, lavorerò a un piano legato al bilancio. C'è un motivo…».
Quale?
«Appena avrò nominato gli assessori, lanceremo la città nel mondo del turismo. Ho già detto che il prossimo sarà l'ultimo Effetto Venezia al di fuori di un contesto organico. Mi immagino un Effetto gestito da una importante struttura livornese, la Fondazione Goldoni, che porterà a compimento un progetto a tutto tondo che vedrà cultura e turismo andare a braccetto. Con un lavoro di squadra che veda impegnati assessorati diversi. Perché, ad esempio, in un contesto come quello che vogliamo disegnare non si possono strangolare i commercianti. Ecco perché, ve lo anticipo, ho dato mandato di passare nel 2015 dalla Tosap alla Cosap, in modo da avere maggiore libertà di operare sulla tassazione del suolo pubblico. Voglio dare i tre mesi estivi gratuiti ai commercianti. Sono un pazzo? No, perché se respirano e guadagnano di più, noi rientriamo con l'Irpef».
Da lunedì il Goldoni sarà senza il direttore. Che fate?
«Convocheremo l’assemblea e nomineremo quello nuovo. Sapendo che colui o colei che si siederà alla cultura dovrà lavorare gomito a gomito con il braccio armato della cultura livornese, la "nuova" Fondazione Goldoni, che dovrà riunire tutto il mare magnum cittadino».
Avete Sorgente, Demi dell'ufficio turismo…
«Abbiamo tante professionalità, vedremo».
È vero che ha incontrato Consabit? I palazzi in piazza del Luogo Pio si fanno?
«Ho detto formalmente alla società che non si procede e ha capito. Se c'è un no ai palazzi, ci sarà un sì alla realizzazione di piazze, fontane, aree pedonali...».
E Spil/Odeon?
«Cambieremo la viabilità sul fosso che porta in piazza Cavour: la invertiremo con la realizzazione di due rotatorie lato mare (all'altezza del Nautico). Altra cosa sarà, poi, l'intervento nel lungo periodo sulla viabilità».
Che opposizione si aspetta dal Pd?
«Corretta. All'inizio il Pd sarà impegnato a rifondarsi. Credo che Ruggeri non sia il colpevole del fallimento: è una brava persona e mi aspetto correttezza. Vi sembrerà un paradosso, ma forse anche a lui che voleva fare un reset interno farà comodo la nostra presenza…».
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