Gioco
«Porto 2000, guai se la svendono ai privati»
In pista una iniziativa in Camera di commercio per chiedere che la parte pubblica conti davvero
LIVORNO. «La cosa essenziale è che la parte pubblica di Porto di Livorno 2000 sia rappresentata in maniera significativa. Senza rischiare che diventi un giocattolino prezioso nelle mani di un soggetto monopolista». A dirlo è Giovanni De Peppo a margine di un incontro sotto il tendone di un bar nella centralissima piazza Grande. Presenti con lui Sergio Landi e Andrea Raiano: i “tre amici al bar”, così hanno deciso di definirsi, hanno promosso e presentato un'iniziativa (aperta al pubblico) che si svolgerà martedì alle 17.30 alla Camera di Commercio .
Verranno illustrati due documenti: “Non svendiamo la Porto Livorno 2000” e “Prospettive della Porto Livorno 2000”. Nel mirino l’eventualità che l’Authority ceda tutte le proprie quote o comnunque il controllo della società pubblica che gestisce il porto passeggeri. «Occorre ricordare – sottolinea Landi – la rilevanza di una società, come quella della Porto 2000, che si pone al centro di un possibile sviluppo turistico di Livorno:uno strumento operativo per tutta la città, pieno di potenzialità, fonte di occupazione. La presenza del pubblico è strategica: avere uno strumento e pensare di venderlo ai privati senza una strategia precisa ci è apparso folle ancor prima della venuta della nuova maggioranza politica». Poi ha aggiunto: «Abbiamo apprezzato le parole del nuovo sindaco che si è detto pronto a comprare la Porto 2000: occorre rimettere al centro dell'attenzione l'importanza di questa società, capire dove si vuole andare». Tra i sei punti proposti nel documento “Non svendiamo la Porto 2000”, che ha ricevuto l'adesione di altre 42 persone, i proponenti chiedono che «la ricerca di partenership con soggetti industriali privati debba essere condotta in modo largo con le istituzioni locali e in stretta relazione con la Camera di Commercio»: quest'ultima infatti detiene una parte (27,82%) delle quote della Porto 2000.
I documenti sono indirizzati, oltre che al presidente dell'Autorità Portuale e al sindaco Nogarin, anche al presidente della Camera di Commercio Sergio Costalli che, rispetto al suo predecessore Roberto Nardi, ha manifestato perplessità riguardo la possibile privatizzazione della Porto di Livorno 2000.
«Il turismo crocieristico – dice Raiano – è fondamentale: occorre trovare una motivazione forte per convincere le compagnie crocieristiche a rivalutare il porto di Livorno, partendo soprattutto dalle tradizioni, quelle religiose e culinarie, di Livorno». Per Raiano l'idea per attirare turismo è quella di presentare al sindaco Nogarin il progetto di partecipazione di “Livorno a Expo 2015”, che lo stesso Raiano ha presentato in qualità di presidente Lega Consumatori Livorno a Toscana Promozione e che punta alla valorizzazione delle tradizioni religiose e gastronomiche di Livorno.
Rosanna Harper
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