Il Tirreno

Livorno

Il vescovo Giusti alla Misericordia «Puntate sui giovani»

di Rosanna Harper
Il vescovo Giusti alla Misericordia «Puntate sui giovani»

L’incontro in via Verdi è stata l’occasione per presentare ai volontari il nuovo collaboratore spirituale don Bezzi

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LIVORNO. «Il nostro principale obiettivo deve rimanere il reclutamento dei volontari, guardando soprattutto ai giovani che dall'impegno del volontariato sono sempre più lontani». A dirlo è il vescovo di Livorno Simone Giusti a margine di un incontro che si è svolto nella sede centrale di via Verdi della Misericordia e che ha richiamato la partecipazione di circa una trentina di volontari : vecchie e nuove leve, alcune di queste reduci di un corso di formazione di primo livello per il soccorso in ambulanza a cui hanno partecipato 30 ragazzi. Alla riunione erano presenti il commissario della Misericordia Domenico Mannino, in carica da gennaio di questo anno, e il vicecommissario Enrico Cioffi. Il Vescovo, durante il suo intervento, ha esortato i volontari a farsi portatori di una nuova cultura del volontariato, cercando di «creare un legame molto forte – ha detto – fra la parrocchia, ovvero il bacino naturale della Misericordia, e l'associazione stessa. Occorre ritornare a respirare l'aria del volontariato soprattutto in una città come quella di Livorno in cui la situazione di povertà è drammatica: sono circa 6000 le persone che ricorrono ai pasti offerti dalla Caritas». Poi ha aggiunto: «Occorre promuovere un radicamento della Misericordia nelle parrocchie cittadine, attingendo ai giovani, per arrivare a delle vere e proprie delegazioni della Misericordia nelle parrocchie, tenendo sempre in considerazione il lavoro svolto da Caritas. Un modo per avere un numero considerevole di persone in questo servizio, che alla città offre non solo il pronto soccorso, ma anche lavoro sociale, di supporto agli ammalati, per le persone che si trovano in condizioni di disagio o di solitudine». La Misericordia di Livorno racchiude circa 3500 soci, 250 persone circa sono volontari attivi, tra giovani e adulti, che offrono vari servizi alla città: i servizi di emergenza inerenti al 118, ma anche servizi sociali come il trasporto di persone disabili, e l'unità operativa di Protezione Civile. «Il coinvolgimento dei volontari – ha detto il commissario Domenico Mannino – deve essere una cosa graduale e deve essere portato avanti con attenzione e cautela». Parlando della stato di salute della Misericordia prosegue dicendo: «La nostra confraternita sta soffrendo dal punto di vista economico. La Regione deve rendersi conto che i servizi sociali devono essere pagati dalla Regione stessa e non da associazioni come la nostra che offrono servizi per i più deboli. Dobbiamo cercare di colpire l'abuso, affrontando con serietà le cose, senza tagli lineari». A parlare dello stato di salute dell'arciconfraternita è Alessandro Gatto, responsabile dell'area di pronto soccorso e volontario dal 1976. «Ci finanziamo – ha spiegato – grazie alle convenzioni con Usl e del Comune, ma non bastano. Le tariffe dei rimborsi Usl sono fermi al 1999. Ogni anno, di tasca nostra e grazie al servizio cimiteriale con la vendita dei loculi, mettiamo sul piatto della bilancia circa 350 mila euro per fare fronte ai servizi di 118. Le istituzioni dovrebbero guardarci con più favore». La riunione è stata l'occasione per presentare ai volontari il nuovo collaboratore spirituale della Misericordia, il livornese don Gabriele Bezzi della parrocchia di San Pietro e Paolo, che affiancherà don Giuseppe Coperchini, attivo dal 2007 come cappellano maggiore, alla guida spirituale.

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