Il Tirreno

Livorno

Il sindaco striglia l’Authority «È pigra e un po’ appisolata»

di Mauro Zucchelli
Il sindaco striglia l’Authority «È pigra e un po’ appisolata»

Il sopralluogo di sindaco e deputati grillini in porto a partire dall’Alto Fondale Nogarin: serve un sogno, il Prg è insufficiente e si limita a mettere le toppe

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Ci sono voluti sessant’anni per avere (quasi) un nuovo piano regolatore del porto, ormai a pochi passi dal traguardo finale dell’ultimo timbro: e nel frattempo siamo andati avanti a colpi di varianti e stralci. Ma per il nuovo sindaco pentastellato Filippo Nogarin è «assolutamente insufficiente». E se spende quest’aggettivo non lo fa per contestare questa o quella scelta specifica bensì per segnalare una sorta di mancanza di ambizione o di inadeguatezza di visione. Lui preferisce dirla così: «Non c’è un sogno, il Prg si limita a mettere le toppe a una situazione caotica che si è stratificata nel corso del tempo».Nogarin lo dice al termine del sopralluogo in porto compiuto – accompagnato dal proprio braccio destro Andrea Morini – ieri pomeriggio insieme ai parlamentari M5S Massimo Artini, che a Montecitorio è vicepresidente della commissione difesa, e Samuele Segoni, membro della commissione ambiente. Entrambi toscani: l’uno di Incisa Valdarno (Firenze) e l’altro di Pian di Scò (Arezzo). Entrano dal varco Valessini tutti a bordo dell’Audi A4 guidata dal sindaco, l’“auto bianca” che sostituisce quella “blu”. Ad accoglierli, per l’Authority, il dirigente tecnico Umberto Campana.

Inizialmente lo staff grillino l’aveva chiamata «ispezione», tanto per far capire che aria tira. In effetti la musica non suona esattamente amichevole nei confronti del presidente dell’Authority. E se per richiamare la particolare governance di ogni città sede di Authority, soprattutto quelle dei porti maggiori, gli si ricorda che il sindaco della città deve fare i conti con il “sindaco del porto”, ribatte che sarà semmai il contrario: toccherà al “sindaco del porto” «dover eseguire quel che gli chiede la città, che gli piaccia o no». Messaggio direttissimo a Gallanti e all’Authority? «So che in quell’ente – afferma Nogarin – ci sono grandi potenzialità professionali, però è come appisolato: pigro. E io ho il dovere di mettercela tutta per risvegliarlo, sono qui per questo». Poi aggiunge: «È molto limitante pensare solo al Prg, bisogna guardare più lontano e con più visione».

È un tasto sul quale insistono anche i due deputati. Ad esempio, Artini: «Per la mia attività ho visitato molti porti, ho visto Gioia Tauro così come Augusta. Salta agli occhi che, da un lato, ci sono potenzialità enormi e, al tempo stesso, dall’altro, c’è una situazione deprimente che impone di ripensare tutto daccapo». Ad esempio, Segoni: «Noi M5S vogliamo rompere la vecchia logica parlamentare per cui ciascuno va ad accaparrarsi fondi pubblici per il proprio orticello elettorale. È indispensabile un piano innovativo che faccia sprigionare la fantasia».

Torna a casa con le pive nel sacco il cronista quando prova a farsi snocciolare qualche esempio, qualche settore, qualche provvedimento, qualche orizzonte.

Sembra che il sindaco Nogarin, da neanche venti giorni a Palazzo Civico, guardi intanto soprattutto a un aspetto di metodo: ascoltare. Anzi, andare a cercare qualcuno da ascoltare. Come quando fa i blitz notturni sulle banchine. «Macché capriccio stravagante, – rivendica – la notte sono al lavoro gli “invisibili”, quelli che non contano e che spesso sono i più vessati: ecco, io voglio ascoltare la loro voce perché mi interessa la loro verità. Sono sicuro che offre una visione differente di quel che il porto è e di quel che deve diventare».

Ma non ci sono solo gli esclusi e i lavoratori in fondo alla “stiva”. Per dirne una, Nogarin ha puntato subito fissare i riflettori sull’Alto Fondale, il tassello-chiave dell’intero puzzle del nuovo piano regolatore portuale (qui si allargherà il porto delle crociere). Poco più tardi, Gerardo Larotonda, amministratore unico di Cilp, la società dei portuali che ha in concessione il terminal, si è fatto incontro agli esponenti della delegazione pentastellata e ha parlato con loro. Poi, parlando con il cronista al termine della visita in porto, il neo-sindaco ha speso parole di apprezzamento per Larotonda, il manager arrivato dal vertice dell’interporto di Torino a guidare la Cilp («è una persona di grande professionalità che ha una visione imprenditoriale con la quale mi sono trovato d’accordo»).

In realtà, c’è anche qualcos’altro. Non è un segreto che a Nogarin non piaccia né poco né punto lo stato di manutenzione di banchine e piazzali: nel sopralluogo lui e i parlamentari si sono soffermati su buche, tombini e binari ko.

Ok, serve un disegno più complessivo: ma fatto come? Il sindaco dice che «la visione complessiva l’ho ben chiara»però prende tempo ancora per qualche giorno: sta mettendo a punto il dossier che dovrebbe squadernare le idee che ha e quelle che ha raccolto. Per adesso salta fuori soprattutto una sottolineatura: se la Darsena Europa è l’idea dell’espansione a mare, lui sembra voler guardare anche all’espansione a terra. Vedi alla voce retroporto e interporto. E questo potrebbe aprire un capitolo nuovo con Collesalvetti: con il sindaco renziano Lorenzo Bacci che scalpita per entrare nell’Authority (caso unico in Italia per un Comune non costiero). Del resto, è lì che sono le aree.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa