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Il pronto soccorso nel mirino di Rossi

Il pronto soccorso nel mirino di Rossi

Il presidente della Regione: «E’ tra i peggiori, tempi di attesa troppo lunghi». Il direttore Asl: ecco come interverremo

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LIVORNO. «Dopo Pisa, ora Livorno. Continuo il mio viaggio nei pronto soccorso "peggiori" della Toscana. Dai dati del Mes i cittadini di Livorno sono molto insoddisfatti, molto critici, soprattutto sui tempi d'attesa». Dopo aver bacchettato i pisani, ieri il governatore della Toscana, Enrico Rossi, ha scritto queste parole sulla sua pagina Facebook. Per poi rivolgersi direttamente al direttore generale della Asl 6: «Chiedo a Eugenio Porfido di preparare entro quindici giorni un piano di intervento che con ogni mezzo migliori la situazione».

I dati a cui fa riferimento Rossi sono quelli presentati nei giorni scorsi dall’assessore regionale Luigi Marroni nel rapporto sulle performance della sanità del Mes, il Laboratorio Management e Sanità del Sant’Anna di Pisa. Per ogni Asl e azienda universitaria sono stati presi in esame alcuni parametri: si parla di assenze dei dipendenti e appropriatezza diagnostica. Ma, soprattutto, si guarda a come i pazienti vengono trattati. O meglio, alla percezione che hanno dei servizi resi. E secondo il Mes è codice rosso per i quattro pronto soccorso della Asl 6: il parametro pubblicato si assesta su 65,07 a fronte di una media toscana del 69,127.

La struttura livornese tra le peggiori della Toscana? «Bisognerebbe chiederlo al presidente cosa intende per peggiore – controbatte Porfido – credo di poterlo interpretare nel senso che ci sono criticità rilevate dai cittadini rispetto ai tempi di attesa: non credo si riferisse alla qualità professionale degli operatori, che a mio avviso, e credo anche ad avviso del presidente, resta alta».

Detto questo, «abbiamo già individuato un gruppo di persone, in particolare il responsabile del pronto soccorso, il direttore sanitario e il responsabile di presidio, che sta lavorando su questo problema. Sta definendo le criticità e le azioni che possiamo mettere in campo, oltre a quelle che avevamo già attivato».

Lungo la costa si registrano criticità diverse. All’Elba, ad esempio, uno dei problemi principali è trovare professionisti per il pronto soccorso. A Livorno i tempi di attesa si allungano «soprattutto per i pazienti che hanno bisogno di prestazioni ambulatoriali». In pratica i codici bianchi che non vanno incontro al ricovero. Il flusso di accessi, sottolinea, non è ovviamente costante. Ma si registrano quotidianamente due picchi: nel primo pomeriggio e la sera. «Stiamo facendo una serie di valutazioni, mettendo in campo possibili soluzioni anche rispetto alla diagnostica», ripete Porfido. Un esempio: «Non abbiamo una tac dedicata al pronto soccorso, abbiamo fatto una richiesta alla Regione, che ha già detto che c’è una particolare attenzione. Sarebbe funzionale alla gestione dell’emergenza, evitando spotamenti...». «Stiamo lavorando – riprende – per far sì che quello di Livorno diventi l’ospedale di riferimento per acuti. Abbiamo appena attivato la guardia ortopedica notturna, che prima non c’era. E sta per decollare il servizio di reperebilità endoscopica. Due servizi rivolti al pronto soccorso, che impattano meno sui tempi di attesa, ma migliorano la qualità del servizio». «Questo per dire – conclude – che avevamo già colto le criticità e iniziato a metterci mano». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web