Il Tirreno

Livorno

Il gol più bello di Matteo A segno contro la malattia

di Eva Bertolacci
Il gol più bello di Matteo A segno contro la malattia

La rete nel torneo-reality dedicato ai baby-campioni (con Pruzzo allenatore) è il simbolo che tutto è passato: e quel tiro vincente vale più d’un Mundial

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LIVORNO. Cadere e rialzarsi, a distanza di un mese dopo aver passato l’inferno: è questa in sintesi l’avventura di Matteo Mazzei, tredici anni, calciatore del Portuale Guasticce che in poco tempo ha visto sgretolarsi il mondo intorno a sé. Salvo poi rialzarsi e tornare in campo e segnare il gol più bello: quello contro la malattia che lo aveva tenuto in ospedale per circa un mese. Un gol che vale di più di una rete di Balotelli al Mundial o d’una magia di Messi nella tre quarti avversaria.

È nelle parole di chi quest’avventura l’ha vissuta quasi in prima persona, cioè il suo allenatore Tiziano Gassani che proviamo a ripercorrere quanto è successo a Matteo: «Più di un mese fa il bimbo giocò un torneo a Guasticce e stava benissimo, segnò anche una rete. Poi nel giro di pochi giorni doveva venire ad una esercitazione con i compagni quando mi chiama la mamma per dirmi che Matteo sta male, ha la febbre alta, dolore forte all’orecchio e sente la testa che gli scoppia».

Immaginate per un momento di essere quel genitore, dover accompagnare il proprio figlio di tredici anni in ospedale mentre sta attraversando una specie di coma. All’ospedale di Livorno iniziano le analisi di rito, ci va anche il suo ct Tiziano, perché vuole capire cosa sta succedendo a Matteo.

«Cominciano a fargli tutte le analisi e dal prelievo spinale alla colonna vertebrale viene fuori che Matteo ha contratto una forma stranissima e rarissima di meningite: probabilmente ad attaccargliela è stato un animale, e riscontrano quasi subito che lui non può contagiarla ad altri esseri umani».

Viene portato subito all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze dove passa un mese fra lettini di ospedale e esami, mentre i compagni di squadra scendono regolarmente in campo domenica dopo domenica: non mancano mai di dedicargli un gol, o di alzare a fine gara la divisa per mostrare a tutti la scritta “Forza Matteo” sulla maglietta.

«Non si è ancora capito se a passargli quella strana malattia sia stato un piccione o un cinghiale, comunque Matteo torna quello di prima», racconta l’allenatore.

Ecco che il 19 giugno i dottori dànno l’ok e il ragazzo può tornare a fare la sua vita di sempre dopo un mese d’inferno: «Sabato 21 abbiamo disputato col Portuale un torneo a Gello e l’ho schierato per un tempino», dice mister Gassani: «Lui voleva giocare ancora ma ho preferito non affaticarlo troppo».

Poi il torneo-reality a Forte dei Marmi di lunedì scorso: si intitola “Diventerò un campione” ed è un programma che andrà in onda in autunno su Sky: Matteo gioca nella squadra bianca allenata da Roberto Pruzzo e ad certo punto segna.

È solo un torneo, lui ha solo tredici anni ma i suoi genitori in tribuna scoppiano a piangere come se avesse segnato un rigore alla finale dei Mondiali. Ed è giusto così, perché se un mese prima eri alle prese con le preoccupazioni di avere un figlio in un letto d’ospedale, adesso dopo la guarigione il tiro perfetto che si insacca a rete vale infinite volte di più.

«È un miracolato, non c’è dubbio», ripende l’allenatore del Portuale Guasticce: oggi i suoi ragazzi devono vedersela con la finale del torneo di Gello «e Matteo sarà nuovamente in campo».

Non importa se Matteo riuscirà anche oggi a far rotolare la palla in fondo alla rete: comunque vada, lui la sua partita l’ha già vinta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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