Gioco
Tassa sui rifiuti (Tari): a Livorno sarà un po’ meno cara
Le tariffe (approvate dalla precedente giunta) sono inferiori a quelle della Tares 2013: la prima rata scade il 31 luglio

LIVORNO. Soltanto una decina di giorni fa abbiamo dovuto versare i soldi per l’acconto delle tasse sulla casa (la Tasi e l’Imu) ed ecco che a breve saremo chiamati a rimettere mano al portafoglio per pagare un’altra tassa: quella sui rifiuti (Tari). La scadenza per la prima rata è stata infatti fissata per il prossimo 31 luglio, termine entro il quale si potrà anche saldare l’intero importo (altrimenti il pagamento può essere diluito in tre rate).
Se pagare non fa mai piacere a nessuno, è comunque da segnalare una notizia che in qualche modo darà un po’ di sollievo ai contribuenti livornesi: la Tari avrà infatti un importo mediamente meno caro di quello della Tares dello scorso anno e della Tia degli anni precedenti. Come si può notare dagli esempi che pubblichiamo in pagina, le tariffe approvate dall’amministrazione comunale precedente - guidata da Alessandro Cosimi - determinano infatti un pagamento inferiore rispetto alla Tares 2013 nelle abitazioni di 60, 70, 80 e 100 metri quadrati indipendentemente dal numero di occupanti.
Ciò significa che la maggioranza dei livornesi pagherà una tassa sui rifiuti meno salata rispetto al 2013: pochi euro differenza, è vero, però meglio che nulla... Solo in alcuni casi, come le abitazioni di 45 metri quadri o di 120 metri quadri (e oltre) con pochi occupanti, si registra un importo maggiore della tassa. Presto, comunque, tutte le famiglie livornesi sapranno con precisione quanto dovranno pagare: a breve, infatti, avranno inizio le attività di recapito degli avvisi di pagamento precompilati per il versamento della Tari 2014. La scadenza della prima rata, come detto, è fissata al 31 luglio; la seconda e la terza rata hanno scadenza, rispettivamente, al 16 settembre e 16 novembre. La Tari, inoltre, sarà più leggera per le famiglie livornesi più bisognose. L'amministrazione comunale, in uno degli ultimi atti del mandato precedente, ha infatti approvato uno stanziamento di 432.094 euro destinato alle agevolazioni, stabilendo i criteri di applicazione del parametro Isee per le esenzioni e le riduzioni della bolletta 2014 alle utenze domestiche.
E allora andiamo a vedere quali sono le soglie stabilite dalla precedente amministrazione per poter accedere alle agevolazioni Tari 2014 «per grave disagio sociale ed economico»: chi ha un Isee totale inferiore a 5.500 euro potrà essere esente dal pagamento, mentre a chi ha un Isee tra i 5.500 e i 6.500 euro spetterà la riduzione del 50 per cento dell'importo. Analoga riduzione è prevista per i nuclei familiari con indicatore Isee compreso tra 6.500 e 7.500 euro, riguardanti ultra 65enni soli e le persone con riconoscimento di un grado di invalidità superiore ai due terzi (anche non ultra 65enni).
Il tutto fino all'esaurimento della somma di 432.094 euro stanziata dal Comune per le famiglie bisognose (sarà garantita la priorità di intervento ai nuclei familiari con Isee più bassa: in caso di parità di indicatore Isee, la priorità spetterà ai nuceli familiari più numerosi). Una cifra sicuramente "importante", che testimonia l'impegno dell'amministrazione di andare incontro alle esigenze dei cittadini nonostante i tagli ai finanziamenti dello Stato. Non è da escludere che in corso d’opera, la nuova giunta guidata dal sindaco Filippo Nogarin possa anche ritoccare - in crescita - questa somma. Magari per l’anno a venire.
Il termine per la presentazione delle domande di agevolazione per la Tari 2014 è già scaduto. Comunque sia, per ogni nuova domanda, è richiesta come condizione necessaria la presentazione dell'Isee in corso di validità.
Sempre nella delibera approvata dalla precedente giunta, è stato invece stabilito «che i soggetti che hanno ottenuto l'agevolazione Tares 2013, o in possesso dei requisiti richiesti, non sono tenuti a ripresentare l'istanza per la Tari 2014 e che il mantenimento dei requisiti sia controllato d'ufficio nei modi previsti dall'ordinamento vigente».
Quindi, per gli eventuali furbetti, il rischio di essere smascherati è concreto. Con pesanti conseguenze. L'eventuale esito negativo del controllo comporterà, oltre alla perdita dell'agevolazione, anche al'emissione di un accertamento per infedele denuncia con l'applicazione delle relative sanzioni e interessi.
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