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Scoppia una maxi-rissa in strada per il fidanzamento contrastato
A far scattare la violenza, il danneggiamento di una vettura: un arresto e tre denunce Da una parte una ragazza di 17 anni e il fidanzato tunisino, dall’altra la famiglia degli zii di lei
LIVORNO. Un ragazzo con un polmone perforato, due vigili finiti all’ospedale, altri feriti lievi. Un’ambulanza della Croce azzurra danneggiata. E un quartiere terrorizzato da una mega rissa che ieri pomeriggio ha paralizzato per quasi due ore via Passaponti. Il bilancio, pesante, si è concluso con un arresto e tre denunce per rissa. Guerriglia urbana a colpi di bastoni, mazze da baseball e forbici. Armi che sono state poi sequestrate dalla polizia.
Al centro della contesa, rancori tra due gruppi: da una parte una famiglia livornese di origini napoletane, dall’altra una coppia formata da un giovane tunisino e la sua ragazza, 17 anni, che è anche la nipote dei partenopei. Un fidanzamento contrastato, mai gradito alla famiglia della giovane. Vecchi contrasti esplosi negli ultimi due giorni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il danneggiamento di un’auto che appartiene alla famiglia della 17enne. Danno, avvenuto mercoledì sera, di cui è stata incolpata la coppia. Quando ieri, per chiarire, i due fidanzati sono andati sotto casa della famiglia degli zii di lei, in via Passaponti, è scoppiato l’inferno.
I protagonisti
La famiglia partenopea è quella dei Lambardi, originari della zona di Napoli, ma emigrati in città da anni. La polizia ieri ha denunciato per rissa il babbo Francesco, 42 anni, e i figli Antonio, 21, e Gennaro, 20. Quest’ultimo è il ferito più grave: il tunisino, nel clou della rissa, ha estratto un paio di forbici e lo ha colpito alla schiena, provocandogli il perforamento di un polmone. Il giovane si trova in ospedale. La famiglia in questione è nota in città. Come accertato dalla polizia, uno di loro è già conosciuto alle forze dell’ordine: è accusato di aver rapinato, in via Magenta lo scorso agosto, un agente della polfer intervenuto, libero dal servizio, per un caso di omissione di soccorso in un incidente.
Dall’altro lato, c’è Achraf Calfaoui, 23 anni, tunisino, anche lui già noto alle forze dell’ordine, in particolare per una rapina per la quale ha l’obbligo di non allontanarsi da casa la notte. Ieri sera il giovane, fidanzato della nipote dei Lambardi, è stato arrestato dalla polizia per rissa, lesioni aggravate, e per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale (i due vigili feriti).
Ore 16, “guerra” alla Bastia
È il cuore di un pomeriggio assolato quando via Passaponti si trasforma in un teatro di violenza. La 17enne e il suo ragazzo vanno a casa degli zii di lei per parlare dell’auto danneggiata. La famiglia della adolescente accusa la coppia di aver spaccato l’auto. I due fidanzati respingono ogni responsabilità.
È la miccia che va a innescarsi su vecchi contrasti legati a un fidanzamento che non viene ben visto. Il confronto si infiamma: per strada si fronteggiano i due (ci sarebbe anche un amico del tunisino, che però poi sarebbe sparito nel nulla) e una decina di familiari della 17enne. La lite si fa sempre più accesa finché, a un tratto, spuntano mazze e bastoni, brandite da chi dalla parte della famiglia di lei, e un paio di forbici impugnate invece dal fidanzato, che poi colpisce il rivale ventenne.
Questa è la dinamica emersa dagli accertamenti della polizia e dalle testimonianze raccolte sul posto. Quando arrivano le forze dell’ordine, la rissa è in pieno svolgimento. Gli agenti cercano di dividere le due “fazioni”. Le armi vengono sequestrate, il fidanzato viene portato via (nelle fasi del fermo aggredisce i vigili); gli altri vengono identificati, la ragazza aspetta da una parte in lacrime.
Pomeriggio di ordinaria follia
Non sembra neanche di stare a Livorno: via Passaponti è bloccata da una decina di mezzi tra pattuglie delle forze dell’ordine e ambulanze. Un gruppo di gente, i più agitati, si muove avanti e indietro per la strada, gridando e picchiandosi. Due sono a torso nudo e camminano scalzi: urlano contro chiunque gli si presenti davanti. Minacce e aggressioni, verbali e fisiche, non solo nei confronti dei rivali nella rissa, ma anche verso i giornalisti giunti sul posto per documentare i fatti. Un cronista viene percosso con due pugni, una giornalista viene colpita da una sassata alla testa. I fotografi minacciati. La situazione torna alla normalità intorno alle 17.40. L’indagine della polizia è ancora in corso.
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