Il Tirreno

Livorno

Protesta davanti a Casalp «Avete fallito, dimettetevi»

di Giulia Mancini

Esposto di ex Caserma e Asia per l’amianto in via Bruno e fuga di gas a Shangai Il presidente Taddia controbatte: «Abbiamo sempre fatto tutto nelle regole»

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LIVORNO. Bambini in carrozzina o che muovono i primi passi. Le famiglie in emergenza abitativa. Ieri mattina, nonostante la pioggia, sono arrivate numerose per manifestare, davanti alla sede sul viale Ippolito Nievo, contro quella che, dal comitato dell’ex Caserma occupata, definiscono «cattiva gestione amministrativa di Casalp».

«Noi dell'ex Caserma e del sindacato Asia – dice Simone di Renzo del comitato – chiediamo che vengano date risposte concrete sull'emergenza abitativa in seguito agli ultimi episodi, come la fuga di gas a Shangai e la demolizione degli edifici con l'amianto in via Giordano Bruno, questa amministrazione si deve dimettere». Da Casalp respingono ogni accusa di cattiva gestione. Il presidente Stefano Taddia ripete che è sempre stato fatto tutto il possibile nel rispetto delle regole. «È stata una fortuna che il comitato abbia mantenuto un presidio permanente in via Bruno – dice Giovanni Ceraolo – ci siamo accorti che durante il sopralluogo, nell'ispezione della ditta appaltatrice, prima che venisse quella specializzata nella bonifica per l'amianto, erano stati rotti i tubi. Quindi – sostiene – mentre loro entravano e uscivano con tute e mascherine, gli inquilini del civico accanto osservavano i lavori senza nessuna protezione». L’ex Caserma ha presentato un esposto in prefettura.

«Casalp – controbatte il presidente Taddia – ribadisce con fermezza che lo smaltimento dell’amianto in occasione della demolizione dell’edificio di via Giordano Bruno 14 si è svolto attraverso le norme procedurali corrette, la ditta specializzata ha applicato tutte le misure previste dalla legge».

Per quando riguarda il caso di Shangai, la fuga di gas in via Menotti 13, il sindacato Asia e il comitato dell'ex Caserma hanno presentato due giorni fa una denuncia verso ignoti. «Abbiamo chiamato un tecnico che verificasse la fonte della fuga di gas, gli impianti non erano a norma, i contatori erano tutti dentro casa – sostiene Lorenzo Pappalardo – due giorni dopo, e abbiamo un video caricato su youtube, sono venuti a smurare gli altri appartamenti e posizionarli fuori, quando ormai si era evitato il pericolo che scoppiasse una bomba a orologeria». «Non è vero – ribatte l'avvocato Taddia – anche in questo caso gli uffici hanno acquisito e verificato la documentazione attestante la dismissione delle utenze e dopo hanno proceduto alla chiusura del vano di accesso all’alloggio, previa rimozione del contatore del gas e sigillatura dell’impianto da parte dei tecnici Asa».

Nel corso della protesta c’è stato un incontro tra i manifestanti e i rappresentanti di Casalp. «Ci è stato detto – concludono i rappresentanti di Asia – che le loro porte sono sempre aperte, ora speriamo di partecipare all'incontro che il sindaco vuol fare con i sindacati degli inquilini».

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