Il Tirreno

Livorno

Perullo, Cianchi e Lagirti tre in lizza per la giunta

di Juna Goti

Dal filosofo del cibo alla dentista attiva nell’associazionismo fino al velista curiosità su alcuni dei 965 che hanno inviato il curriculum per fare l’assessore

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LIVORNO. Dall’ex gestore del Kino Dessé al prof universitario-filosofo che mette sulla tavola dei territori le potenzialità del cibo e del vino. Dal velista che ha vestito la maglia della nazionale a uno degli ideatori dei Rifiuti Zero. Dalla dentista di San Vincenzo impegnata nelle associazioni all’attivista del Movimento livornese che fa il libero professionista. Ma anche l’aspirante donna delle pulizie che chiede lavoro e il giardiniere tuttofare. C’è un po’ di tutto nei 965 curriculum inviati al M5S per entrare nella squadra di assessori di Filippo Nogarin. Squadra che in queste ore (e in vista del consiglio comunale di lunedì) è sotto la lente di ingrandimento della commissione di sei grillini nominata per valutare, insieme al sindaco, le richieste arrivate da mezza Italia. Ed ecco nuove sorprese...

Mentre sembra prendere quota, per lo sport, il nome del velista Francesco Lagirti anticipato ieri dal Tirreno, e mentre è dato ormai per scontato l’ingresso in giunta dell’attivista più votata dei 5 stelle, la docente-musicista Stella Sorgente (dovrebbe essere vicesindaco, fuori dalla selezione pubblica), negli ambienti grillini spunta un altro nome di donna: è quello della dentista di San Vincenzo Carla Cianchi, nota nel mondo dell’associazionismo della provincia. A lei lo staff di Nogarin starebbe pensando per una possibile delega al sociale/sanità.

Tutto mentre a confermare di essersi messo a disposizione dell’amministrazione è un big della “filosofia del gusto”: Nicola Perullo, livornese classe 1970, professore associato di Estetica all’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. Volto di Slow Food, si occupa in giro per l’Italia e per il mondo del rapporto «tra pensiero filosofico e cibo, per introdurre la possibilità di un’estetica del gusto e della gastronomia». In altre parole: cibo, arte, etica e società, filosofia del vino. Una possibilità nel campo della cultura e del turismo che sembra aver rimesso in discussione il nome dell’ex gestore del Kino Dessé, Serafino Fasulo. «Sì, ho inviato il curriculum – conferma Perullo dal treno – ma a oggi nessuno mi ha chiamato». «Ho deciso di inviarlo – racconta – in modo trasparente, per fare presente che se c’è da dare una mano per ricostruire la città, io ci sono. Lavoro in Piemonte da un anno, ma torno spesso a Livorno. Non ho mai fatto direttamente attività politica, ma ho sempre seguito ciò che riguarda la città». «Oggi – dà un assaggio lui che si intende di cucina (passione anche del sommelier Fisar Nogarin...) – per valorizzare un territorio bisogna sapersi aprire all’esterno, la città ha già sofferto troppo di chiusura e impermeabilità alla cultura. Lo dico sempre – sorride – ogni tanto per rivalutarci dovremmo chiamare anche qualche danese a cucinare il cacciucco...».

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