Gioco
La fidanzata: «Siamo stati accusati ingiustamente. Il mio ragazzo è stato accerchiato»
«Io e il mio ragazzo siamo venuti a parlare con i miei zii per chiarire: loro ci accusano di aver spaccato la loro auto. Ma non è vero! Hanno preso un abbaglio. E per questo è scoppiato tutto il...
«Io e il mio ragazzo siamo venuti a parlare con i miei zii per chiarire: loro ci accusano di aver spaccato la loro auto. Ma non è vero! Hanno preso un abbaglio. E per questo è scoppiato tutto il casino. Ma in realtà, sono due mesi che va avanti questa situazione di attrito...».
È sconvolta la 17enne, fidanzata del tunisino finito in manette ieri pomeriggio, dopo la maxi rissa in via Passaponti.
La ragazza racconta la sua versione dei fatti e cerca così di fare chiarezza su un episodio che ha lasciato tutti senza parole.
«Quando siamo venuti sotto casa dei miei zii, loro sono scesi in strada in venti - dice la giovane - Hanno cominciato a gridare e a inveire contro di me e il mio ragazzo. Ma noi non abbiamo fatto niente di male. Hanno alzato le mani contro di lui, e poi sono spuntati i bastoni. Il mio fidanzato si è visto tutta quella gente armata addosso. Cosa doveva fare? Si è solo difeso. È vero ha preso le forbici. Ma non aveva altra scelta. Si è visto accerchiato e ha fatto quello che poteva per non soccombere. La verità è che loro non hanno mai visto di buon occhio il mio ragazzo. E mentre i miei genitori sono tranquilli, i miei zii non lo hanno accettato».
La 17enne è sotto choc. Nelle prime fasi della rissa cerca di difendere il suo ragazzo, poi, quando lui viene portato via, lei si mette da una parte e aspetta accanto al suo motorino nero che la polizia municipale, le volanti della questura - sul posto ci sono anche la squadra mobile col dirigente Giuseppe Testaì e la digos - e i carabinieri (aiutati nell’intervento da guardia di finanza, polfer e polizia provinciale) finiscano i rilievi in via Passaponti.
Diversa la versione della famiglia degli zii della 17enne, secondo i quali il tunisino avrebbe spaccato la loro auto. La famiglia di origini napoletane però è molto agitata e alla domanda su cosa sia successo non risponde e non spiega i termini della questione, secondo il suo punto di vista.
Sul caso sta lavorando la polizia, con le volanti e la squadra mobile.
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