Il Tirreno

Livorno

A caccia di inventori Pochi brevetti per uscire dalla crisi

A caccia di inventori Pochi brevetti per uscire dalla crisi

Il dossier della Camera di commercio: peggio di noi solo Massa Livorno è una delle Cenerentole in Toscana in questo campo

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L’economia è in affanno ma Li vorno resta una delle Cenerentole toscane dal punto di vista dell’innovazione tecnologica. La riprova la offre il dossier sull’economia locale presentato dalla newsletter del Centro studi ricerche della Camera di commercio.

In proprorzione al numero degli abitanti, le domande di brevetto presentate agli uffici provinciali sono meno della metà rispetto agli standard sia regionale che nazionale. Non solo: arriviamo a malapena alla metà di quel che avviene a Pisa e a un quarto di Firenze. E non vale la scusante che si tratta di due città universitarie: Arezzo e Prato non lo sono eppure hanno rispettivamente due volte e mezzo e tre volte la “produzione” di brevetti che abbiamo noi. Meglio di noi perfino una provincia rurale come Grosseto, in tutta la Toscana soltanto Massa Carrara se la cava peggio di noi.

Del resto, è una costante degli ultimi dieci anni: solo una parte minima dei brevetti toscani hanno la “targa” livornese. In percentuale: sempre al di sotto del 5% eccezion fatta per l’impennata del 2009 (ma arrivando appena al di sopra del 6%). Ma lo scorso anno, così come nel 2010 e nel 2011, non si sfora neanche il tetto del 4 per cento (con il record negativo nel 2005 quando i brevetti livornesi furono appena uno su 40).

Anzi, le domande di brevetto scendono in picchiata: 176 lo scorso anno, 208 dodici mesi prima. In concreto: un capitombolo del 15,4%. Quasi una Caporetto negli anni più bui della crisi. Anche perché il resto della Toscana e anche d’Italia mostrano sì di sentire il morso della crisi ma anche di cercare di reagire puntando sull’innovazione: mentre da noi le richieste di brevetto calano di 15 punti, nelle altre nove province toscane aumentano di due punti e mezzo (e nel resto del Bel Paese di due o poco più).

Però – come precisa l’équipe del Centro studi – il flop riguarda soprattutto i marchi, che sono il settore meno caratterizzante dal punto ndi vista della capacità innovativa. Una speranzuccia arriva dal fatto che nei dodici mesi dello scorso anni le invenzioni vere e proprie sono aumentate del 26,7%:. Ma parliamo di briciole: sono passate da 15 a 19...

Mauro Zucchelli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web