Il Tirreno

Livorno

Porto, dalla leggina salva-camalli un aiuto all’Alp

Dall’Authority dovrebbero arrivare quasi 440mila euro Ok in commissione consultiva ma l’ultimo sì è del comitato

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LIVORNO. L’hanno chiamata la “legge salva-camalli” perché sembra disegnata per venire incontro alle difficoltà dei portuali genovesi. Si tratta del comma 15 bis infilato nell'articolo 17 della riforma che dal ’94 governa i porti: adesso però potrebbe essere applicato anche nel nostro porto. Il motivo? Riuscire a trovare una soluzione ai gravi problemi che affliggono l’unico soggetto autorizzato nel nostro scalo in base all’articolo 17 a fornire manodopera per affrontare i picchi di lavoro: stiamo parlando dell’Alp (Agenzia per il lavoro in porto), nata dalle ceneri dell’Agelp con una compagine soci un po’ diversa ma con gli stessi problemi della mancanza di chiamate.

L’idea di utilizzare il comma 15 bis ha avuto disco verde (all’unanimità) nella riunione della commissione consultiva. È il primo round, per diventare operativa deve passare all’esame del comitato portuale e ottenere il via libera.

Di cosa si tratta? In concreto, l’Authority potrebbe tirar fuori 437mila euro da destinare all’Alp (ex Agelp). Tutto derivano – spiegano dal quartier generale di Palazzo Rosciano – dal fatto che con la nuova norma l’Autorità portuale può ritagliare dal proprio bilancio una fetta (non più del 15% delle entrate proprie) per accompagnare la ristrutturazione dei soggetti che, come l’Alp, nella “geografia” del porto sono catalogati come “articolo 17”.

A quanto è dato sapere da fonti ufficiali dell’Authority livornese, a chiedere di vagliare questo provvedimento è stato Marco Rambaldi, coordinatore dell’Alp.

La somma è divisa quasi a metà ed è così composta: 210 mila euro riguardano la formazione, 227mila servono come incentivo o al pensionamento o all’esodo volontario dei lavoratori.

Sul fronte della formazione, Rambaldi ha sottolineato che i 62 dipendenti dell'Alp «devono essere poli-funzionali, per questo abbiamo bisogno di avviare corsi di formazione ad hoc per rallisti, gruisti e per la sicurezza».

Gli incentivi a esodi e pensionamenti servono a dare un “paracadute” in vista di una «riduzione dell'organico di almeno il 5% per il 2014». Nel caso dell'Alp – viene fatto rilevare – si tratta di 3 dipendenti: uno potrebbe andarsene anticipatamente in pensione, altri due sembra possano contare sul ri assorbimento in altre imprese portuali, sulla base del “patto per il lavoro”siglato da sindacati e organizzazioni imprenditoriali.

La proposta del coordinatore dell'Alp ha ottenuto il parere positivo della Commissione Consultiva: ora tocca al comitato portuale per l’ok finale.

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di Redazione web