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Terreni d’oro, tutti assolti verdetto ribaltato in appello
«Il fatto non sussiste»: buone notizie per Beccani, Del Ghianda, Canessa e Vitarelli L’Autorità portuale, parte civile, condannata a pagare le spese processuali
LIVORNO. Assolti perché il fatto non sussiste. Colpo di scena nel processo sulla truffa dei cosiddetti “terreni d’oro”, acquistati nei primi anni Duemila dall’Autorità portuale per realizzare un servizio di trasporto merci. La truffa, che ha portato in tribunale vertici della Port Authority e consulenti tecnici, secondo l’accusa riguardava la valutazione di alcuni terreni, venduti all’ente da privati, che sarebbero stati sovrastimati per diversi milioni di euro. Assolti dalla Corte d’Appello di Firenze dall’accusa di truffa in concorso aggravata l’ex segretario generale dell’Autorità portuale Aldo Beccani (in pensione dal 2005), i tecnici che hanno svolto le perizie, il commercialista Roberto del Ghianda - che a suo tempo era stato nominato consulente dal tribunale - e l’ingegnere Roberto Canessa, più Alberto Vitarelli, imprenditore legato alla Immobiliare Montefiore, una delle società coinvolte nell’operazione della vendita dei terreni. Le aree intorno a cui è ruotata l’inchiesta sono due, entrambe a Collesalvetti: una di 34mila metri quadri dell’Immobiliare Montefiori srl e l’altra di 29.500 metri quadri della Lino Veroni srl.
La Corte di Appello lunedì pomeriggio ha così ribaltato la sentenza di primo grado del tribunale di Livorno che era arrivata il 15 gennaio dello scorso anno e che aveva condannato cinque degli imputati a 13 anni e 5 mesi in tutto. In particolare, sono stati assolti perché il fatto non sussiste Canessa, Beccani, Del Ghianda e Alberto Vitarelli. Assolta anche l’Immobiliare Montefiore, nella persona del legale rappresentante Vitarelli, dalla responsabilità amministrativa derivante dall’accusa di truffa aggravata ai danni dello stesso ente.
Il dispositivo della sentenza della Corte di appello assolve poi Beccani anche dall’accusa di corruzione finalizzata alla truffa. Nel suo ruolo pubblico, secondo il pm, Beccani aveva prodotto gli atti delle procedure amministrative necessarie alla compravendita giudicata truffaldina. Dalla stessa accusa è stato assolto anche Canessa. Revocate poi pene accessorie e sanzioni.
In più, la Corte d’Appello ha condannato la parte civile, che aveva presentato appello, al pagamento delle spese processuali (del secondo grado del giudizio). Infine, il giudice fiorentino ha stabilito di non doversi procedere per prescrizione verso Canessa e la moglie e collega Elisabetta Lorini per un reato tributario riguardante fatture usate nelle dichiarazioni fiscali del 2005. Le motivazioni del giudice arriveranno fra 90 giorni.
La vicenda dei Terreni d’oro era iniziata del 2002 quando la Port Authority aveva deciso di acquistare nove aree, tra Livorno, Calambrone e Colle, in tutto nove, per lo sviluppo delle autostrade del mare. Si trattava di un servizio di trasporto marittimo delle merci alternativo alla viabilità su strada, che prevedeva linee di cabotaggio di più imprese per svolgere collegamenti tra gli Stati che affacciano sul Mediterraneo. Lo scopo era ridurre l’inquinamento e risparmiare nel trasporto delle merci. Per stimare il valore dei terreni, l’Autorità portuale si era rivolta al tribunale che aveva nominato come perito il commercialista livornese Roberto Del Ghianda. Le due aree oggetto di indagine erano state stimate in tutto sui 15 milioni di euro, ma secondo l’Agenzia delle Entrate valevano poco più delle metà. Ne era nata una vasta indagine della Finanza poi sfociata nel processo iniziato nel 2009.
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