Il Tirreno

Livorno

Noi e i pisani uniti nella lotta La Uil ora ridisegna la mappa

di Giulia Mancini
Noi e i pisani uniti nella lotta La Uil ora ridisegna la mappa

Dopo la fine delle Province, inizia a cambiare la geografia delle forze sociali C’entra la spending review ma anche l’idea di un nuovo sviluppo in tandem

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LIVORNO. Pisa e Livorno a nozze insieme: la Uil ha sancito il matrimonio delle due città rivali d'Italia e chissà che non ci sarà da vederne delle belle. Le due segreterie provinciali si sono sciolte nel congresso Uil Toscana Costa che si è svolto ieri presso la Fortezza Vecchia per dare vita ad una unica nuova realtà.

Dopo il pasticcio del riordino delle provincie, che per il momento non ha condotto a qualcosa che non si sa bene come definire, per i cugini-nemici non è ancora tempo di tornare ognuno nei propri confini e chissà se non scopriranno di essere più forti insieme. Per chi è cresciuto sentendosi ripetere «meglio un morto in casa che un pisano all'uscio» è giunto il momento di dire che si inaugura una nuova era. Questa volta sul palco non vanno in scena i Gatti Mezzi, duo pisano, insieme al nostro Bobo Rondelli per cantare un “cacciucco blues” ma il gruppo sindacalista dei lavoratori. Un po' come Appino, (cantante degli Zen Circus e pisano doc) che ha scelto di abitare a Livorno perché ama la città dei Quattro mori, i sindacalisti Uil vogliono prendere il meglio delle due provincie.

«Le parole le porte via il vento, le biciclette i livornesi» dicono da sotto la Torre Pendente eppure da adesso in poi in casa Uil si imparerà a pedalare su un tandem per risolvere i problemi insieme e arrivare più forti di fronte allo strapotere di Firenze in sede regionale.

Non è l’unico caso: la riorganizzazione delle reti territoriali nell’era della spending review impone non solo di tagliare il numero delle sedi ma anche di costruire aree che riescano a stare insieme.

«Abbiamo obiettivi e crisi diverse, in fondo ogni crisi è territoriale» spiega Miriam Orlandi, livornese, neo eletta segretario aggiunto Uil insieme a Renzo Rossi, segretario uscente pisano, ieri riconfermato dall'assemblea votante.

«Stiamo scrivendo una nuova pagina, non è stato facile unire tutti gli organismi», spiega Orlandi: «Per il momento si tratta di una unione solo politica: le sedi resteranno le stesse. In questo modo possiamo ridurre deleghe e incarichi, risparmiare risorse mettendo invece più persone al servizio del territorio».

Sacrificare i campanilismi e superare la diffidenza storica che oggi resta solo negli sfottò, in fondo generazioni di livornesi hanno dimostrato che è possibile laurearsi a Pisa senza subire danni ma anzi facendo grandi amicizie. Con l'accorpamento delle due segreterie del sindacato Uil, sono state unificate le sedi politiche, dove verranno prese le decisioni sul territorio, ma nei fatti, assicura Miriam Orlandi, «per i cittadini tutto questo diventerà semplicemente una maggior presenza sul territorio».

Contadini e portuali, aristocratici e popolani, Torre e Quattro mori, il matrimonio ormai è fatto: non si torna indietro. Ci saranno due componenti di Livorno e tre di Pisa nella nuova segreteria unita: la decisione è stata presa in base alla proporzione di iscritti a due passi dal porto labronico. «Di dieci segreterie provinciali ne resteranno 4, unire Pisa e Livorno significa codificare una strategia vincente per porto-aeroporto-interporto», continua Orlandi: «Si razionalizza l'intervento a livello organico, creando più poli di riferimento sul territorio».

Il segretario aggiunto coadiuva il lavoro del segretario. Che cosa significa? Miriam Orlandi guiderà Livorno e Renzo Rossi, invece, Pisa: insieme cercheranno soluzioni per le questioni territoriali che riguardano entrambe. Insomma in casa Uil, Pisa e Livorno diventano due quartieri di una stessa città. Il derby è diventato la partita del cuore. La “città” e la “campagna” guardano allo sviluppo del territorio insieme. Forse alzandosi a mezzogiorno e guardando l'una verso l'altra, invece che sperare di non vedere più la torre o Livorno, si daranno man forte. Quello di ieri in Fortezza è stato un altro passettino in questa direzione che costruisce il futuro.

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