Il Tirreno

Livorno

«Amo Castiglioncello mi dovrebbero adottare»

di ANNA CECCHINI

L’affermazione di Micaela Ramazzotti, entusiasta di promontorio e piazzetta, riassume la passione che il mondo della celluloide torna a mostrare per la Perla

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di ANNA CECCHINI

Un tempo erano le luci della ribalta. Registi, sceneggiatori e attori che in piazzetta erano di casa. Dai favolosi anni Sessanta, quelli del Sorpasso e della dolce vita in salsa castiglioncellese, sembrava di essere calati nel baratro. Pareva che lo sfolgorante mondo del cinema non albergasse più a Castiglioncello, come se la costa fosse stata abbandonata dalla magia di Mastroianni, Sordi, Gassman, Bice Valori e Paolo Panelli, ma anche della Signora del cinema Suso Cecchi D'Amico che per decine di anni, con stuoli di amici sceneggiatori e autori, ha ideato sul promontorio svariate pellicole. Puff. Niente più personaggi importanti, stop alle feste e agli abiti griffati. Come se quell'epoca d'oro fosse stata soltanto un sogno. O comunque un ricordo sfocato che, fino alla fine del secolo scorso, sembrava quasi pesare come un macigno sul carattere della Perla. Come a dire che sarebbe stato impossibile tornare ai fasti dell'epoca del Sorpasso e quindi tanto valeva vivacchiare di ricordi sempre più distanti. E così per svariati lustri è parso che la "bella vita", fatta di registi e sceneggiatori che sorseggiano cocktail accanto ai "comuni mortali" ai tavoli del Tennis club di pineta Marradi o di Suso Cecchi D'Amico che cena alla Baracchina (il figlio Masolino ricorda che era il suo ristorante preferito), fosse passata per sempre. Finita, come compressa negli aneddoti che gli allegri ragazzi degli anni Cinquanta e Sessanta hanno ripetuto fino allo sfinimento a figli e amici. Invece da alcuni anni è sempre più evidente che il destino di Castiglioncello non era quello dell'amante abbandonata, destinata a vivere soltanto di ricordi. Registi e attori stanno tornando. Certo la Belle Epoque di Mastroianni in piazzetta è difficile da eguagliare, ma certo è chiaro che la Perla torna a far gola al mondo della celluloide. E non solo, vista la presenza, ormai da svariati anni, anche di tanti volti del piccolo schermo. Come il conduttore televisivo Carlo Conti che sul promontorio ha pure comprato casa, avvicinando alla zona anche l'amico comico e regista Leonardo Pieraccioni, anche lui intenzionato a trovare un appartamento. Per non parlare di Paolo Virzì, che negli ultimi anni ha preso in affitto estivo la dependance di villa Budini Gattai e trascorre alcune giornate di sole al bagno Miramare. Ad amare particolarmente questo scampolo di costa etrusca è la moglie, l'attrice Micaela Ramazzotti, che a latere di "Parlare di cinema a Castiglioncello" rivela «io qui sto benissimo, è un luogo dove sto in pace. E poi io vivo nel mito degli anni Sessanta, è bello immaginare Gassman e Trintignan sul moletto dove ho portato mio figlio. Insomma qui a Castiglioncello mi dovrebbero adottare». Una comunione evidente quella tra la Perla e la famiglia Virzì, sebbene il regista dica di non avere una passione per questo luogo, e anzi spesso lo maltratti. «Ricordo - dice il regista - che quando avevo 13 o 14 anni una volta mi tuffai dal moletto del bagno Miramare, dove naturalmente entravamo di straforo via mare, e per poco prendo in pieno Bice Valori».. Ricordi di giovinezza che devono comunque aver avuto un seguito emotivo nell'animo del regista, se ha deciso di girare alcune scene del film "La prima cosa bella" a Castiglioncello e forse aver suggerito alla collega Francesca Archibugi di utilizzare come set del suo prossimo film proprio la splendida villa Budini Gattai, affacciata sulla passeggiata verso punta Righini. Che il binomio Castiglioncello-mondo della celluloide sia in ripresa lo dimostra anche il grande successo della manifestazione "Parlare di cinema" i cui appuntamenti nei giorni scorsi hanno registrato un grande successo. Anche perché in fondo forse sia i residenti che i turisti affezionati, ogni volta che scendono in piazzetta si sentono un po' attori, come se quel fazzoletto di negozi e cemento avesse davvero un'allure di passerella.

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