Gioco
Alle spalle di via Goito spuntano bietola, melanzane e pomodori
Occupata da disoccupati e precari dell’Ex Caserma un’area incolta di sei ettari trasformata in 60 orti urbani
LIVORNO. In una soleggiata giornata di inizio estate sono stati inaugurati gli orti urbani di via Goito: una sessantina di appezzamenti di terra che si estendono su un'area di quasi 6 ettari dove sono stati coltivati prodotti e ortaggi di ogni tipo, dai pomodori alle melanzane, dalle zucchine alla bietola e molto altro ancora.
L'iniziativa, organizzata dal comitato livornese disoccupati e precari dell’Ex Caserma occupata, ha richiamato il coinvolgimento di numerose persone: residenti di San Jacopo e delle zone circostanti, cittadini provenienti da altre quartieri della città, famiglie in compagnia dei loro animali a quattro zampe, giovani e meno giovani.
La giornata si è dilatata per tutto il pomeriggio fino a sera con varie iniziative: musica, mercatini di artigianato, spettacolo di teatro con il Piccolo Teatro Città di Livorno, incontro con un agronomo, e ancora aperitivo vegano e per concludere cena alla brace.
«Quando siamo entrati nel terreno, era l’inizio di ottobre», racconta Simone Palla del comitato precari e disoccupati: «La proprietà era di Coop Italia, finita ko nel 2010. Il terreno versava in uno stato di totale abbandono e degrado da circa 30 anni: si sono succedute varie proprietà, ma il progetto di costruire appartamenti o centri commerciali non è mai stato realizzato». Aggiunge: «Abbiamo completamente ripulito il terreno, togliendo macerie e rifiuti, abbiamo tagliato i rovi che sovrastavano l'intera area. Il lavoro agricolo riesce a dare una ricompensa indiretta, con i prodotti del terreno, alle persone che ne hanno fatto richiesta. Un modo per sostenere le famiglie colpite dalla crisi, per creare nuovi spazi con utilizzi alternativi in città».
«Col lavoro all'orto – spiega Matteo, disoccupato da 8 mesi – mi tengo occupato: lavoro, interagisco e non resto a casa».
Gli orticelli vengono curati non solo dai membri del comitato precari e disoccupati, ma anche da molti residenti della zona e da persone provenienti da tutta la città che ne hanno fatto richiesta e che sono stati inseriti in lista. Chiunque può accedere.
«I residenti della zona sono contenti», spiegano Donatella e Riello, residenti del quartiere, proprietari dell'edicola in via Goito e assegnatari di uno degli orti. «Si tratta di un'esperienza sociale che coinvolge bambini, giovani, studenti, pensionati. L'orto che ci è stato assegnato ci regala molte soddisfazioni: è un lavoro appagante, anche se faticoso che richiede attenzione quotidiana. Un modo per stringere amicizia, per incontrarsi con gente nuova, per fare due chiacchiere».
Gli orti sono lavorati in maniera biologica e naturale, non vengono utilizzate sostanze dannose per il terreno o per l'ambiente. «Ci siamo completamente autofinanziati – dice Giovanni Ceraolo dell’Ex Caserma – attraverso cene o con le sottoscrizioni. Ogni assegnatario dell'orto, chi può, contribuisce con una quota di 5-10 euro mensili che servono per la pulizia e l'ampliamento dell'area»". Simone Palla spera che in futuro si arrivi a far nascere un mercato autogestito: «Ci auguriamo che il terreno non ci venga tolto dalla nuova proprietà, la Cooperativa lavoratori delle costruzioni, che è entrata in possesso dell'area qualche mese fa».
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