Gioco
Nogarin: aiutiamo il mio amico derubato
Il sindaco di Livorno (M5S) invita i lettori a comprare un paio d’occhiali nel negozio preso di mira dai ladri
CASTIGLIONCELLO. A Castiglioncello è stato svaligiato il negozio di fotottica Controluce facendo razzia di oltre 500 paia di occhiali da sole e un migliaio di occhiali da vista.
Un furto il cui valore si aggira tra i 50 e i 60 mila euro: ma sarebbe rimasto confinato in poche righe se non fosse che Filippo Nogarin, da pochi giorni sindaco penta stellato di Livorno ma castiglioncellese doc (e amico d’infanzia del derubato), ha messo nero su bianco una lettera aperta ai residenti della frazione della costa rosignanese perché «non stiano a guardare», ma con un gesto simbolico testimonino solidarietà al titolare del negozio Filippo Torrini.
Nogarin non vuole solo offrire solidarietà umana all’amico ma anche aiutare lui a risolevvarsi e il paese a interrogare sé stesso. «Siamo una comunità ? - si chiede Nogarin - Ho riflettuto molto se fare o non fare questo intervento ma poi mi son detto che se siamo una comunità il mio è un atto dovuto».
Dopo aver raccontato come è venuto a conoscenza del furto subito dal «mio carissimo amico d'infanzia», ricorda che questo blitz dei ladri «non è differente dagli innumerevoli che si vedono eseguiti sul territorio ma nel caso del "Torre" la cosa che mi colpisce è che Filippo è un esempio di disponibilità per l'intera comunità dove vive».
Nogarin va avanti: «Per me vederlo ammutolire dietro a tanta cattiverie è inaccettabile. Mi son messo nei panni di chi all'inizio di una stagione estiva con il negozio "pieno" vede sfumare la programmazione di anni di duro lavoro. Mi son detto che se siamo una comunità non è corretto stare semplicemente a vedere. Regire è un obbligo per tutti. Io e “il Torre" abbiamo caratteri molto differenti ma da sempre ci stimiamo e ci manifestiamo il reciproco bene che è frutto di anni di amicizia. So che "il Torre" non gradirà questa esposizione alla quale lo sottopongo con questo articolo che ho chiesto di pubblicare ma questo per me è l'unico modo che ho per poter scuotere l'intera comunità che non deve subire passivamente questi atti criminali».
Come reagire? Nogarin spiega di averne parlato con tante persone: divisie «tra chi si proponeva di creare un fondo per aiutare Filippo e chi ha lanciato altre proposte». Che cosa ne ha tratto? Ha pensato lui «in prima persona» come dare una mano all’amico «senza con questo umiliarlo». E aggiunge: «Sono arrivato alla conclusione che l'unica cosa che mi sento di fare è comprare semplicemente un paio di occhiali in più rispetto a quello che avrei fatto. Faccio questo con tutto il mio cuore. Un paio di occhiali che diventeranno per me il simbolo del “non sto a guardare” e partecipo al tuo dolore permettendoti di esercitare quello che stai fare meglio.Essere un uomo che è di esempio per questa comunità. Un uomo che attraverso il proprio mestiere esercita al meglio quel ruolo di essere parte integrante di una società che se serve sa fare quadrato per difendersi da chi la attacca».
È per questo che la lettera aperta si conclude invitando i lettori «attraverso un gesto simbolico di fare altrettanto. Sia questo acquistare un occhiale o compiere semplicemente un saluto o qualsiasi altra cosa riteniate opportuno fare che manifestiate apertamente "al Torre" che non è solo».
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