Gioco
La burla della petizione per la torta «È uno scherzo del mio vicino»
Da Gagarin dopo l’affissione dell’orario estivo con la chiusura mattutina è comparsa una petizione per farlo riaprire. «Era per fare due risate»
LIVORNO.Dalla beffa delle teste di Modì alla burla della torta (di ceci). L’ironia livornese, dissacrante e colorita, ha colpito ancora. E la zona dello scherzo - nonostante siano passati 30 anni da quella celebrata e passata alla Storia - è ancora il triangolo che corre tra il Fosso Reale e il Mercato centrale, a due passi dalla piazza Cavallotti.
Stavolta al centro della presa in giro è finito il tortaio “Da Gagarin” (che fa pure rima col cognome del neo sindaco Nogarin), è uno dei più frequentati e apprezzati della città per gustare il celebre 5&5 (pane francese o schiacciatina con due fette di torta di ceci, pepe e la possibilità di aggiungere le melanzane sotto pesto). Un brand, il 5&5, così conosciuto da trasformarsi alle ultime elezioni amministrative pure in una lista che ha fatto sorridere.
Lunedì mattina il produttore della migliore torta cittadina (fonte TripAdvisor) ha attaccato fuori dalla saracinesca di via del Cardinale un cartello rosa con scritti i nuovi orari del periodo estivo: aperti solo la sera dal lunedì al venerdì, sabato aperti anche la mattina e domenica chiusi «perché si va al mare».
Niente di strano - conferma il titolare - «lo abbiamo sempre fatto anche perché pane e torta d’estate strozzano». Ma poche ore dopo l’affissione, ecco la sorpresa. Sotto al cartello è comparso un altro foglio: «Firma qui - si legge - per far aprire Gagarin anche a pranzo». E in pochi minuti hanno cominciato a comparire le prime sottoscrizioni che hanno pian piano riempito il foglio.
Così è iniziata la caccia al padre della petizione. Clienti delusi? Macché. Malati di 5&5 a pranzo? Nemmeno per sogno. Qualche integralista del lavoro che non apprezza il part-time? Buco nell’acqua anche qui.
Per scoprire l’autore di quella che è una beffa da mangiare e da ridere, è necessario bussare alla saracinesca della torteria e parlare con Giuliano, il figlio della storica proprietaria.
«Macché petizione e petizione - racconta ghignando - ora ti ci porto io da quel briao (epiteto colorita per dire burlone ndr) che ha attaccato il foglio. L’ultima volta mi aveva messo un cartello sulla bici con scritto “affittasi” ».
Dieci metri e tre scalini più avanti Giuliano entra nel negozio di detersivi e chiama “Vale”, il proprietario. «È arrivato il giornalista voleva sapé della petizione...». Grassa risata prima che Valerio Campanile spieghi il retroscena dello scherzo.
«Dé, tutte le volte che lui è chiuso vengono da me e vogliono sapere se apre. Così ho lanciato questa sottoscrizione, ma non credevo funzionasse. In mezza giornata hanno firmato una trentina di persone. Anche se qualcuno ha fatto il furbo e l’ha fatto due volte...».
Dentro all’ultima burla qualcuno deve aver trovato il modo di esprimere la voglia di 5&5 a pranzo. Anche se oggi dovrà accontentarsi di farci una risata.
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