La protesta
Presidenza del consiglio la discussione è aperta
Per la prima volta la maggioranza (M5S) potrebbe decidere di lasciare il posto alle opposizioni (Città Diversa o Buongiorno). Cannito: «Io sono a disposizione»
LIVORNO. Mancano sette giorni. Tra una settimana esatta a Palazzo Civico si riunirà il nuovo consiglio comunale. Un consiglio rivoluzionato, nei numeri e nei pesi politici. I consiglieri saranno meno: 32 più il sindaco, Filippo Nogarin. La maggioranza sarà del Movimento 5 Stelle: 20 seggi. Poi il Pd (7), Buongiorno Livorno (3), Città Diversa (1), Forza Italia (1). A presiedere il primo consiglio pentastellato della storia di Livorno sarà proprio il segretario dimissionario del Pd, Jari De Filicaia, che alle elezioni del 25 maggio ha incassato il maggior numero di preferenze (751). Ma chi sarà il nuovo presidente del consiglio dopo l’uomo record delle preferenze, Enrico Bianchi?
L’elezione dell’“arbitro” dell’assemblea è uno dei primi compiti che la legge assegna al consiglio. E questa volta potrebbe saltare fuori un cambio di rotta: fino a oggi il partito di governo della città - Pd, Ds, Pds... – si è sempre tenuto la presidenza, lasciando alle opposizioni il ruolo di vice, ma a questo giro i cinque stelle potrebbero decidere di aprire alle minoranze.
Il M5S non ha ancora preso posizione: nei prossimi giorni, fanno sapere gli attivisti, sono in programma riunioni sia interne al gruppo che con gli altri gruppi consiliari. Non c’è niente di scontato. E per la prima volta la maggioranza potrebbe scegliere di cedere la presidenza. A chi? Si parla di Marco Cannito (Città Diversa) o di un esponente di Buongiorno (Giovanna Cepparello). Lo stesso capogruppo del Pd, Marco Ruggeri, ieri – rompendo il silenzio dopo il ko elettorale in una intervista esclusiva al Tirreno – ha fatto sapere che il Pd sarebbe pronto a sostenere sia Cannito che un volto di Bl.
Oggi anche il leader di Città Diversa, Cannito, rompe il silenzio e dice senza mezzi termini che «se la volontà è quella di fare del consiglio una garanzia per la città, io sono a disposizione». «È positivo – interviene Cannito – che si tenda a considerare il consiglio come un elemento di garanzia e collaborazione per Livorno, al di là degli schieramenti e degli equilibri politici. La disponibilità a questo tipo di servizio c’è. Va valutata in consiglio...».
Cannito è già stato vicepresidente del consiglio comunale nel 2004 e negli ultimi anni ha presieduto la prima commissione consiliare. «Ci troviamo di fronte a uno scenario diverso dal passato e storico – dice – con un cambio di amministrazione e una situazione generale di cui dobbiamo prendere atto: se il consiglio ha un atteggiamento collaborativo dal punto di vista istituzionale, io credo di poter svolgere questa funzione e dare una mano, altra cosa sono poi i problemi che riguardano la città. In molti mi hanno riconosciuto già in passato correttezza e imparzialità». Cannito sarebbe quindi disposto a ridurre notevolmente l’attività di unico rappresentante di Città Diversa in consiglio. «La questione dell’incompatibiltà tra presidenza del consiglio e del gruppo consiliare – sottolinea – era già stata affrontata nel 2004: nel momento in cui un consigliere presiede l’assemblea e convoca le riunioni e la conferenza dei capigruppo, ovviamente non può fare il capogruppo, come minimo perché dovrebbe votare due volte. Questo è non solo ovvio, ma corretto. Ma ciò non significa rinunciare all’attività di consigliere, ad esempio nelle commissioni».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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