Gioco
Maxi pulizia, via una tonnellata di amianto
Centinaia di residenti-spazzini hanno partecipato all’operazione con Aamps e Comune. E al comitato arriva Nogarin
LIVORNO. Una maxi operazione di “pulizia partecipata”. Con al lavoro sia i residenti improvvisati giardinieri che gli operatori delle aziende e di molte associazioni. Tutto in un quartiere che è ancora un paradosso: in parte abitato da moltissime famiglie, con terrazze piene di fiori e panni stesi alle finestre, in parte un cantiere a cielo aperto. Ieri mattina, dalle 8 alle 13, in più di 350 si sono armati di guanti, sacchi della spazzatura, pale e si sono messi al lavoro per le strade del Borgo di Magrignano.
Un colpo d’occhio senza precedenti in città. Anche se va detto che arriva sulla scia dei vari “Tiriamo a lucido” avviati dall’amministrazione comunale qualche mese fa. Il dirigente dell’ufficio ambiente del Comune e capo della protezione civile, Leonardo Gonnelli, ricorda che il primo esperimento di maxi pulizia in collaborazione con le realtà del quartiere è stato avviato tra il 15 maggio e il 10 giugno a Vallin Buio (in quel caso in tandem con le aziende della zona). Dopo il successo di ieri, con la partecipazione di moltissimi residenti di Salviano 2, «l’intenzione – spiega – è di ripetere l’esperimento alla Leccia e alla Scopaia».
Alla fine dall’area è stato portato via qualcosa come 16 tonnellate di rifiuti scaricati abusivamente (anche una tonnellata di amianto). Molti sono stati portati ai centri di raccolta Aamps, altri sono stati messi in sicurezza e saranno avviati allo smaltimento nei prossimi giorni. Il comitato Borgo di Magrignano, guidato da Michele Lucarelli, ha distribuito tra i residenti più di cento magliette rosse. Tutte con il logo del comitato nato nel 2009 per accendere i riflettori su un quartiere che doveva diventare fiore all’occhiello e che poi è stato inghiottito dai cantieri. Tra fallimenti di qualche coop, ritardi nella costruzione delle case, nella realizzazione delle opere (come strade e ponti) a carico del Consorzio Edilporto. Nonostante gran parte delle case sia già stata pagata e sia abitata. A ridosso delle elezioni è stato il vicesindaco Bruno Picchi, dopo che i residenti hanno protestato in strada, a intervenire perché Enel riagganciasse l’energia di cantiere interrotta alle coop e fosse chiusa la partita degli allacci.
Nell’ultima delibera firmata dall’amministrazione Cosimi è stato poi ridefinito il cronoprogramma delle opere. La cassa di espansione importante per la sicurezza idraulica sia del Borgo che del Nuovo Centro dovrebbe, ad esempio, essere completata entro il 30 giugno. Mentre mancano all’appello il ponte che dovrebbe portare alla nuova chiesa, l’asfaltatura di molte strade interne, la famosa bretella che dovrebbe portare al distretto sanitario. Come ricorda Lucarelli, per ora resta sulla carta, ma da molti viene visto come una possibilità da sfruttare, la grande area commerciale prevista nel cuore del rione. «L’idea di mettere in piedi questo evento – racconta il rappresentante del comitato – è nata qualche tempo prima delle elezioni. Ci eravamo messi in contatto con l’amministrazione e con l’ufficio Ambiente. Nel quartiere c’era uno stato di abbandono non più sopportabile: rifiuti anche speciali scaricati abusivamente tra i cantieri e le case, volevamo fare qualcosa. Quando è emersa la possibilità di coinvolgere direttamente i cittadini, abbiamo dato la nostra totale disponibilità, volontaria». Il 3 giugno il sopralluogo con i tecnici del Comune e di Aamps. Ieri la maxi pulizia. «Speriamo che l’idea di una nuova sinergia tra cittadini e amministrazione comunale – riprende Lucarelli – rappresenti un segnale positivo e un modo per riaccendere i riflettori su un quartiere nato per essere uno tra i più belli e verdi della città, un fiore all’occhiello. Il segnale è questo: noi siamo pronti a dare una mano se il Consorzio è in difficoltà, e se l’amministrazione non ci abbandona».
In via Lomi, di prima mattina, è stato allestito un vero e proprio minivillaggio ecologico, con stand delle associazioni di volontariato, Aamps e protezione civile. Presenti i tecnici degli uffici Ambiente e Verde, i vigili urbani, i rappresentanti del Consorzio di Bonifica Toscana Costa. Parcheggiata in mezzo agli stand anche la Cinquecento della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle... In strada, insieme agli operatori, molte famiglie e bambini, con guanti, scope, forbici, sacchi della spazzatura. Sono arrivati in tanti. Ed è arrivato il nuovo sindaco, Filippo Nogarin. Che sopra alla camicia bianca ha indossato la maglia del comitato. Qui, tra i soci delle cooperative che hanno costruito, Nogarin viene accolto tra gli applausi. C’è chi gli grida che «siamo stufi, quello che è accaduto qui non deve ripetersi, a Salviano 2 ti hanno votato in tanti». Chi chiede «giustizia», chi racconta i guoi delle coop costruttrici e chiede come l’amministrazione si muoverà perché il consorzio completi le opere di urbanizzazione. «È la prima volta in cinque anni che un sindaco mette piede nel quartiere, grazie a tutti, ora diamoci da fare», dice Lucarelli seguito dagli applausi.
«Quello che state facendo oggi – gli risponde Nogarin prima di fare un giro con la protezione civile – è la dimostrazione che si riesce a reagire solo se si è una comunità». Magrignano, dice, «è l’esempio di un fallimento dei tecnici e dei politici», ma «voi la rivoluzione l’avete già fatta, siete una comunità che si sta rimboccando le maniche» e «avete una grande occasione: l’Italia ci guarda». «Magrignano – ripete – può diventare un progetto pilota per Livorno, l’amministrazione è a disposizione per dare una mano, accendere i riflettori». Per ora non entra nel dettaglio dei lavori, «ma non avrò problemi – avverte – a sputtanare...».
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