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Livorno

«L’ho seguito, ecco cosa faceva in servizio»

«L’ho seguito, ecco cosa faceva in servizio»

Nel racconto dell’ispettore che ha pedinato l’imputato spuntano un avvocato e il circolo ufficiali

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LIVORNO. La casa in costruzione di proprietà di un avvocato, il circolo ufficiali dell’Accademia Navale, il negozio di elettronica in via Nicolodi, diversi ferramenta, ditte di costruzione e infissi, il negozio della figlia in via del Larderel e il bar in piazza dei Domenicani dove incontrava la compagna.

È questa la mappa dei luoghi che Fabio Dominici, l’agente della municipale imputato per truffa ai danni dello Stato, frequentava durante le ore di servizio usando quando l’auto del figlio, quando quella della Municipale, oppure lo scooter.

È quello che emerge dalla testimonianza di Fabio Calvelli, l’ispettore della municipale che tra il marzo e il maggio dello scorso anno ha pedinato il collega dopo l’esposto anonimo presentato in Procura nel quale si raccontava di quel vigile urbano «con il doppio lavoro».

Il racconto dell’ispettore inizia il pomeriggio del 3 aprile 2013. «Il primo giorno - ricorda - ho fatto il servizio da solo. Ero in borghese e ho usato uno scooter civetta della municipale. Dal foglio delle presenze, Dominici risultava in servizio 14-20. Ma alle 16,30 mi sono recato in via del Larderel (davanti alla sede del negozio intestato alla figlia). Ho aspettato per venti minuti e alle 16,50 è arrivato: era in divisa con lo scooter di servizio ma senza cinturone, poi è entrato al negozio. È uscito alle 17,32. Poi si è allontanato».

Il 17 aprile Calvelli era ancora da solo a bordo dello scooter civetta. «Prima dell’inizio del turno di Dominici sono andato in via Gobetti alla sede del distaccamento della Municipale. Alle 7,25 Dominici è arrivato in macchina. Poi è partito verso via Mastacchi. L'ho seguita fino a via San Jacopo in Acquviva 113, dove c’è il circolo ufficiali dell’Accademia. Si è tolto il giaccone di ordinanza e ne ha indossato uno più chiaro. È usciva alle 8,15, è tornato alla guida dell’auto ed è andato viale Mameli. Poi si è diretto in via Pannocchia dove abita la figlia. In giardino c’erano degli infissi molto grandi: ha scaricato una scatola e una busta. Poco dopo è arrivato un autocarro di una ditta di serramenti».

Il pomeriggio del 22 aprile con Calvelli c’era anche la collega Luana Santini, che ha fotografato gli spostamenti di Dominici.

«Fino alle 15,25 - racconta l’ispettore - l’agente è rimasto nella sede della Municipale, poi è andato al negozio di via del Larderel dove lo stavano due persone, ha aperto il negozio e poi è uscito. Da lì, nell’ordine, è andato in piazza Mazzini. Poi in una attività di infissi e in via dei Pelaghi. Infine, intorno alle 17,30, si è diretto verso Collesalvetti, a quel punto ci siano fermati perché non potevamo andare in un’altra Comune armati e senza autorizzazione».

Il 23 aprile è un’altra mattinata di pedinamenti. «L'ho seguito, era in divisa a bordo dell la macchina del figlio. È andato dalla figlia in negozio, indossava il giacchetto chiaro che poi abbiamo sequestrato. Alle 8,45 era in via Guelfi, dove vive. Alle 10 in piazza dei Domenicani in un circolo con la compagna. Poi è andato da Formigli che vende zanzariere e al panificio».

Il 3 maggio, è forse uno dei giorni più interessanti da un punto di vista investigativo. «Quella mattina - ricorda Calvelli - ero con il collega Riccardo Palladini. Alle 8 è uscito dalla sede della Municpale. È andato in largo Emanuele filiberto di Savoia e indossava un giacchetto amaranto. Alle 8,25 è salito in auto fino a via Pannocchia, dalla macchina all'interno del bagagliaio, ha preso un secchio, uno scatolone e una cassetta di attrezzi. Poi è tornato in largo Emanuele Filiberto. Ha parcheggiato nei posti riservati alla municipale, si è tolto il giaccone e ha messo quello di ordinanza. Alle 10,15 è andato alla ferramenta San Marco. Poi in via San Francesco in un cantiere edile, che poi abbiamo scoperto essere la casa in ristrutturazione di un avvocato. A quel punto è tornato alla ferramenta San Marco ed è uscito con in mano una busta. A mezzogiorno era invece in via del Molo Mediceo alla sede della Capitaneria. Poi al caffè Cellini dove l'ha raggiunto la compagna. Alle 12,37 è ripartito per in via degli Asili per guardare un mobile, poi in via Garzelli. Alle 13 via Guelfi: è entrato a casa ed è uscito dopo un'ora».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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