Il Tirreno

Livorno

«Votate per le Terme, così le salveremo»

di Federico Lazzotti

Il presidente della delegazione Fai lancia l’appello per la candidatura dell’ex Corallo all’iniziativa “I luoghi del cuore”

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Per la città recuperare le Terme del Corallo vorrebbe dire riappropriarsi di quel ruolo centrale che abbiamo avuto da un punto di vista monumentale nella storia. Oggi, invece, quando a Livorno parliamo di patrimonio artistico, cadiamo spesso in un complesso di inferiorità rispetto ad altre città toscane come Firenze, Lucca o Pisa. Ma la nostra ricchezza, non è inferiore alla loro, è solo diversa. Le Terme, come il Cisternone, rappresentano la nostra belle epoque. Ecco perché per ritrovare il ruolo e l’orgoglio che ci meritiamo è necessario riappropriarsi delle bellezze che abbiamo».

Emanuele Guidotti, 33 anni, nella vita è un medico sportivo che lavora all’ospedale Santa Chiara di Pisa, ma è anche il presidente della delegazione provinciale - sono tutti volontari - del Fai (Fondo ambiente italiano), l’organizzazione che ogni due anni, in collaborazione con Intesa San Paolo, lancia l’iniziativa “I luoghi del cuore” per recuperare i monumenti dimenticati del nostro Paese.

Per il biennio 2014-2015 la scelta di Livorno, dopo quella che ha premiato la chiesa degli Olandesi, è caduta proprio sull’ex stazione termale a due passi dalla stazione abbandonata dopo l’incendio del 1968.

Perché avete scelto proprio le Terme?

«Riteniamo che possa essere uno strumento, attraverso la propria visibilità, per sensibilizzare la cittadinanza. Tutti i livornesi, purtroppo, sono ormai sono abituati a vederlo così. Ma adesso possono fare qualcosa per migliorare questa condizione».

Come?

«Segnalando le Terme nel concorso dei luoghi del cuore. È possibile farlo alla Libreria Belforte, al negozio di antiquariato il Quadrifoglio e nella nostra sede al museo di storia naturale. Ma anche sul sito del Fai e scaricando l’omonima App per smartphone».

Mettiamo il caso che le Terme risultassero vincitrici del concorso, cosa significherebbe anche in termini di risorse?

«Ancora non è stata stabilita una cifra. Ma il monumento che ha vinto l’ultimo censimento ha avuto 50mila euro».

Un po’pochi per pensare di rimettere in sesto il Corallo...

«Vero. Ma lo scopo non è quello di finanziare la totalità del progetto, ma inserire il monumento in un gruppo di finanziamenti. Insomma se arrivassimo a 70mila adesioni sarebbe possibile dare importanza al bene, accendere una luce sul suo futuro attraverso un dialogo che la Fondazione si preoccupa di instaurare con le autorità».

La richiesta del sindaco Nogarin di accedere ai finanziamenti del decreto Sblocca Italia va in questa direzione.

«Sì, perché è necessario fare sistema. E quindi riuscire ad avere quei soldi direttamente dal Governo accelererebbe tutto il progetto di recupero».

Avete pensato anche a cosa potrebbe nascere dentro alle Terme?

«Un progetto definitivo non c’è, anche perché la destinazione d’uso la deve indicare l’amministrazione. Certo, la posizione delle Terme, vicino alla stazione e a due passi dal centro, ne farebbe un luogo perfetto per un polo museale oppure universitario».

Abbiamo detto cosa la città guadagnerebbe, ma intanto in questi anni abbandonando le Terme cosa ci siamo persi?

«Un bene di altissimo pregio storico, l’unica struttura nel suo genere in cemento armato all’interno della quale ci sono ancora decine di tesori: affreschi, mosaici. Opere d’arte che all’inizio del Novecento hanno attratto su Livorno l’attenzione dei nobili, ma anche della famiglia reale, tanto da fare della città una meta a forte attrazione turistica. Nonostante l’abbandona di mezzo secolo, c’è una cosa che mi ha colpito: il numero di studenti universitari che in diversi atenei hanno messo le Terme del Corallo al centro della loro tesi di laurea».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web