Gioco
Sono Acx, ma chiamatemi il cane condiviso
La coppia si è divisa e ha trovato un accordo: 5 giorni con Roberto, il weekend con Cristiana
Acx è un pastore tedesco cosiddetto “pelotto”, una specie poco quotata, perché avendo il pelo lungo non può fare concorsi di bellezza. Ha otto anni e la sua è una storia che ha del divertente e del commovente nello stesso tempo.
A Donoratico ci era arrivato da un famoso allevamento di Mantova, il Casa Ines, per andare nella casa di una coppia senza figli. Ma da quattro anni vive due esistenze. La prima, più tranquilla e disciplinata dal lunedì al venerdì e la seconda giocosa e allegra dal sabato alla domenica.
Il motivo? Semplice. Acx appartiene a una coppia che a un certo punto ha deciso di separarsi. Ma, poiché tutti e due i padroni sono affezionatissimi al cane, hanno fatto quello che di solito si fa con i figli: hanno raggiunto in piena armonia un’idea per condividere la sua presenza.
Roberto Reggi, proprietario dell'albergo Il Bambolo di Donoratico, appassionato di cani e cavalli, lo tiene con sé durante la settimana, periodo in cui il cane “riceve” i clienti. Nel senso che se ne sta a prendere il sole in giardino o a sonnecchiare dietro qualche divano della hall, in attesa che qualcuno, magari non visto da Roberto, gli allunghi un biscotto o una patatina. Poi, il venerdì sera verso le 17, Acx nell’attesa comincia ad agitarsi. Perché sa che sta per arrivare la padrona, un’odontoiatra con la passione per lo sport, che lo tiene con sé per tutto il week end. Vvanno insieme alla Bau Beach, passeggiano per ore in mezzo alla campagna o, se lei va a cavallo, lui la segue felice nei boschi.
«Qui in albergo - spiega Reggi- Acx è un po' come in una sorta di collegio: quando c'è molta gente deve starsene in ufficio e rispettare certe regole, perché con i clienti che vanno e vengono, a volte la sua presenza risulta un po' scomoda, anche se lui ama talmente stare in pubblico e soprattutto con i bambini (a cui spesso, buono com'è, fa da nave scuola contro la paura), da catturare perfino la simpatia di chi davanti a un cane prova un vero e proprio terrore: recentemente è venuta in albergo una classe in gita e lui ne è diventato in poco tempo la mascotte, giocando con tutti, sempre con molto garbo».
Ma una debolezza questo cane l'avrà pure... «Sì. È gelosissimo della mia cavalla, Zuffa,una puledra maremmana di tre anni e mezzo che vive nel recinto davanti all'hotel. Da lei si è già preso un bel calcio, perché è andato a darle fastidio. Se mi avvicino a Zuffa e l'accarezzo o le parlo, si agita e abbaia senza tregua, come per dire: “Esisto anche io!”. E fa una specie di teatrino, girando su se stesso e correndo intorno al recinto, per attirare si di sé la mia attenzione... A parte questo è dolcissimo e va d'accordo con i suoi simili, tanto che nel mio albergo i clienti che arrivano con i loro cani, dopo il primo momento di timore, li lasciano stare con lui tranquillamente».
Ospitale come un padrone di casa, gli gli avventori a due e a quattro zampe. Acx è anche un cane perbene, quando è il momento sa quali sono i suoi limiti, il suo raggio d’azione. L'albergo non ha recinto ma lui non attraversa mai la strada e risponde al padrone al primo richiamo. «I cani- dice Roberto - vanno cresciuti con pazienza e fermezza; quando prendo un cucciolo non lo abbandono per tutto il periodo dell'imprinting. Voglio trasmettergli serenità ed educarlo fin dai primi giorni di vita. Deve capire dove deve o non deve stare e crescere con quelle certezze».
E con la sua padrona Acx si comporta allo stesso modo? «È sempre molto educato ma quando arriva lei incomincia la ricreazione... diventa più allegro: un cucciolotto con la voglia di giocare. E se qualche volta per vari motivi non può venirlo a prendere, diventa triste e se ne sta in disparte per tutto il weekend, senza guardarmi, offeso. Salvo poi smettere di tenere il muso e ricominciare a comportarsi normalmente il lunedì, giorno in cui capisce che la settimana, in qualche modo, è ricominciata anche per lui, con l’impegno di... cane albergatore».
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