Toscana
Così li difendo dagli uomini senza coscienza
Si batte per gli animali a “Striscia” e sui libri «Chi li maltratta è pericoloso per tutti»
Eddy non dimenticherà mai il giorno in cui, tornando da scuola, trovò a casa un cocker spaniel dal manto dorato. Erano andati a prenderlo il papà e la mamma facendogli una sorpresa. Oggi lui vive in un agriturismo immerso nelle colline emiliane, con la donna che ama, in compagnia di molti animali. Ma il suo percorso esistenziale è stato molto accidentato: la scomparsa del padre, le incomprensioni con il resto della famiglia, la difficoltà nello scoprire qual è il suo posto nel mondo e tutte le altre tensioni che animano qualsiasi giovane alla sincera ricerca di sé. Per sua fortuna, non è mai stato solo: ha sempre avuto una grande passione per i fratelli e le sorelle del regno animale. Ricambiata soprattutto dai cani, gli amici a quattro zampe con cui riuscirà a scandire le tappe della sua crescita, fino al passaggio decisivo: quello che dall'amore per gli animali conduce inevitabilmente all'amore per la vita e le persone che si incontrano lungo il cammino.
Èla storia raccontata nel libro “Quattro zampe e un amore” ( Mondadori) da Edoardo Stoppa, l'amico di cani, gatti & C di Striscia la notizia, che nel romanzo non autobiografico, ma con spunti di fatti davvero accaduti nella sua vita, descrive la storia di un ragazzo che, come lui, crede che gli animali siano stati creati per rendere migliore gli umani. Stoppa, che è una specie di San Bernardo a due zampe, soccorre, a volte volte rischiando anche sulla propria pelle, tutti gli animali in difficoltà.
Le sue inchieste sventano commerci illeciti, fanno chiudere canili-lager, cambiano in meglio le condizioni di cani, gatti, cavalli. Ma anche conigli. Ma anche serpenti, ragni e pipistrelli...
«Sì; perché tutti gli esseri viventi hanno il diritto ad avere rispetto».
Il suo secondo libro (dopo “Per fortuna che ci sei” dove raccontava l'amore che la lega agli animali, traendo spunto da situazioni ed esperienze che il suo lavoro le ha fatto vivere in prima persona) descrive una storia che ha, fra le righe, qualcosa di personale, a cominciare dal nome del protagonista, Eddy, che è il diminutivo di Edoardo. Ma quando è nato il suo amore gli animali?
«Forse è nato quando sono nato io; è nato con con me. Mio nonno era dottore in agraria - avevamo una casa in campagna vicino a Montenero, perché la mia famiglia, da parte di mia madre è toscana - e il suo lavoro, ma anche la sua sensibilità mi ha avvicinato moltissimo alla natura».
Con Striscia lei porta avanti una battaglia pro animali, talvolta scomoda. Che cosa la spinge a farlo?
«L’amore per gli esseri indifesi, come i bambini, per cui combatto un'altra battaglia con la mia associazione a favore delle popolazioni del Nepal. Chi maltratta gli animali lo fa anche con gli uomini, il parallelo regge. Tante volte accade per lucro, per frustrazione, per ignoranza».
In che senso accade «per ignoranza»?
«Ci sono allevatori che mi dicono: “Da duecento anni ci comportiamo così, perché dovremo cambiare proprio adesso?”. Proprio così».
Nella società italiana, nello stesso tempo, è in aumento l’interesse per cani, gatti e altri animali. Qual è la motivazione, a suo parere? Per solitudine? Oppure è il merito di una intensa campagna di educazione, che anche i media stanno conducendo?
«Credo che siano in gioco entrambe le componenti e che, soprattutto, stia crescendo la coscienza individuale; tant'è che il 50% delle denunce che arrivano a Striscia riguardano violenze sugli animali. C'è attenzione e voglia di denunciare, per cambiare le cose, anche su temi che fino a poco tempo fa non erano considerati. Sicuramente, poi, la solitudine c'entra; così come la voglia di instaurare un rapporto paritario. Perché a un cane o a un gatto non importa se tu sei ricco, bello, povero o brutto. Ti ama per quello che sei. E basta».
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