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«Concorsi Aamps pilotati» il pm chiede l’archiviazione
L’indagine era partita dopo l’esposto di un autista scartato a due selezioni L’ipotesi degli inquirenti era l’abuso d’ufficio. Ascoltato anche l’ex presidente
LIVORNO. Difficoltà nell’acquisire elementi di prova, qualche reticenza incontrata dagli inquirenti e il rischio della prescrizione prima di arrivare all’elaborazione di un capo d’imputazione che potesse superare l’udienza preliminare e giungere al dibattimento. E poi - spiega chi ha indagato - non è facile in questi casi dimostrare l’abuso d’ufficio.
Sono queste alcune delle motivazioni che hanno portato il pubblico ministero Gianfranco Petralia a chiedere l’archiviazione dell’inchiesta, rimasta sempre contro ignoti, sui presunti concorsi pilotati e sulle presunte raccomandazioni avvenute durante due selezioni indette da Aamps per l’assunzione a tempo indeterminato di una quarantina di autisti di terzo livello tra il 2007 e il 2009.
L’inchiesta dalla polizia giudiziaria della Finanza era iniziata alla fine del 2012 quando in Procura arrivò un esposto «molto dettagliato» firmato da un ex autista, che negli anni precedenti aveva lavorato per Aamps attraverso un’agenzia interinale.
Nel documento l’autista ripercorreva la sua esperienza all’interno della società municipalizzata che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti adombrando comportamenti poco trasparenti. In particolare adombrando «alcune raccomandazioni». «Nel primo bando - raccontava - sono entrato in graduatoria al numero 18. Aamps ha assunto 17 persone, anziché 12 come da bando, sembra però che uno degli assunti sia stato licenziato per mancato superamento del periodo di prova. Ed io anziché chiamato a integrare il posto vacante ho continuato a lavorare per Aamps attraverso agenzie interinali».
Lo stesso è accaduto due anni dopo quando l’azienda ha indetto un nuovo concorso per formare una graduatoria di 20 persone: 17 sono entrate. «Mentre io - scriveva - sono rimasto fuori. Inoltre - era l’accusa - senza tener conto di bandi e graduatorie, è stato assunto altro personale addetto alla guida dei mezzi».
Un’accusa che ha fatto scattare in primis gli accertamenti documentali: la Procura ha chiesto ad Aamps tutto quello che riguardava i due concorsi: bando, graduatoria e prove.
Inoltre lo stesso autista che ha presentato l’esposto è stato ascoltato diverse volte dagli inquirenti per chiarire alcuni punti. Durante i colloqui finiti agli atti, ha raccontato delle promesse e rassicurazioni ricevute da parte di politici e amministratori. E soprattutto delle parentele che durante la selezioni sarebbero contate più di capacità e conoscenze.
Un quadro che ha spinto il pm a chiedere anche agli investigatori di ascoltare diversi dirigenti che in quelli anni erano ai vertici di Aamps, a cominciare dall’ex presidente, sentito come persona informata sui fatti.
Per mesi, poi, si sono cercati riscontri, senza però arrivare a nulla.
Tanto che dall’ultima informativa che gli investigatori inviata in Procura, il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione del procedimento. Ora l’autista rimasto a piedi potrebbe solo fare opposizione e l’ultima parola spetterebbe al giudice.
@fedelazzotti
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