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Tre cani prigionieri in casa tra la sporcizia
LIVORNO. Tre cani sporchi, spaventati e tremanti, molto probabilmente vittime di maltrattamenti, sono stati liberati dalla polizia municipale (sezione Territoriale sicurezza) insieme ai vigili del...
LIVORNO. Tre cani sporchi, spaventati e tremanti, molto probabilmente vittime di maltrattamenti, sono stati liberati dalla polizia municipale (sezione Territoriale sicurezza) insieme ai vigili del fuoco, da un appartamento Erp in via Don Albertario.
L’operazione è scattata lunedì, a seguito di esposti e segnalazioni (anche da parte di Casalp) arrivati all’ufficio Tutela animali e alle guardie zoofile. Le denunce parlavano della presenza di cani, probabilmente maltrattati, e di odore nauseabondo anche nel vano scala del palazzo, della presenza di mosche e di carenza di igiene.
Gli agenti hanno fatto alcuni sopralluoghi per raccogliere informazioni da condomini sul proprietario dei cani. E dagli accertamenti è emerso che da sotto il portoncino d'ingresso e dalle fessure fuoriusciva urina e proveniva anche un acuto odore di feci.
Nel corso della verifica, sulla soglia d’ingresso dell’appartamento, sul pianerottolo e sulle scale i vigili hanno trovato evidenti tracce di feci calpestate e il vano scale invaso da mosche.
Entrati nell’appartamento, gli agenti hanno trovato tre meticci (due di taglia piccola e uno grande), in cattive condizioni e con difficoltà nella stabilità delle zampe.
Si tratta di un meticcio di taglia medio/grande, color miele, maschio, un altro di taglia piccola, d nero focato, maschio e la terza, una femmina, anche lei piccolo, color bianco/marrone.
Il magistrato di turno, informato dei fatti, ha disposto il sequestro dell’appartamento per il reato (di cui all'art. 674 del codice penale) che punisce chi imbratta o sporca creando problemi agli altri.
Il pm ha disposto anche il sequestro degli animali per probabile maltrattamento. I tre cani sono stati portati in un canile convenzionato dove saranno curati e rimessi in sesto.
Sarà chiesto il dissequestro per poterli eventualmente dare in affido.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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