Gioco
Senza letto dopo aver partorito odissea al reparto di ostetricia
La denuncia del Fials contro la direzione dell’Asl 6: «Il taglio dei posti sta creando situazioni insostenibili Neomamme parcheggiate in sala parto o in pediatria e malati di Alzheimer trasferiti in psichiatria»
LIVORNO. Capita che una neomamma, dopo aver partorito, non trovi più libero il proprio posto letto e venga parcheggiata per una, due, tre ore in sala parto. Capita anche che la stessa sala parto debba essere utilizzata e allora la mamma in esilio venga trasferita in pediatria, in mezzo a bambini ricoverati e talvolta contagiosi. Capita pure che di notte, in una situazione d’emergenza - che è normalità per un reparto di ostetricia - mentre il medico di turno e le ostetriche sono in azione, l’intera corsia e il nido finiscano completamente sotto la gestione di un Oss, l’operatore socio-sanitario un tempo noto come ausiliario.
Capita, e non a chilometri e chilometri da noi, ma in viale Alfieri, ottavo padiglione, reparto di ostetricia e ginecologia.
Lo racconta Daniela Boem, numero due del Fials, il sindacato più rappresentativo all’interno dell’Asl 6, che ieri mattina ha organizzato un incontro con i nuovi consiglieri comunali per illustrare le problematiche della sanità livornese e chiedere un impegno perché la politica del territorio torni a imprimere la linea al settore e non lasci più «ai vari direttori generali il ruolo di programmazione, gestione e valutazione dei servizi sanitari lasciandoli progressivamente degradare».
Partiti presenti (a parte il Pd). La risposta dei consiglieri è stata complessivamente apprezzabile: ce n’erano sette su 32, ma partiti e liste entrati in consiglio erano tutti presenti con un’eccezione che non è passata inosservata, il Partito Democratico. In serata lo stesso Pd, per bocca del segretario Yari De Filicaia, ha fatto sapere di non essere stato invitato, ma il segretario del Fials Massimo Ferrucci l’ha smentito: «Ho parlato direttamente con Marco Ruggeri, informandolo prima a voce e poi via messaggio dell’appuntamento».
L’invito l’hanno ricevuto invece e si sono presentati Edoardo Marchetti, Alessio Batini, Giuseppe Vitiello e Giuseppe Grillotti (M5S), Andrea Raspanti (Buongiorno Livorno), Marco Cannito (Città Diversa), Elisa Amato (Forza Italia). Hanno ascoltato, preso appunti, fatto domande. E hanno strabuzzato gli occhi davanti ai racconti sulla quotidianità di viale Alfieri fatti dalla Boem e dagli altri rappresentanti Fials.
L’Alzheimer a psichiatria. «Il taglio dei posti letto è stato così pesante da causare non solo situazioni come quelle che si registrano ad ostetricia ma anche una serie di ricoveri impropri. Ci risulta anche che in psichiatria vengano talvolta “parcheggiati” anziani con l’Alzheimer - racconta Boem -. D’altra parte il sistema che è stato costruito, prevedeva uno standard di 12-15 posti letto liberati ogni giorno e dato che ciò non è chiaramente possibile ecco che gli ospedali di comunità sono stati usati come se fossero reparti di medicina, ecco che il reparto di psichiatria diventa parcheggio per anziani con l’Alzheimer, ecco che neomamme vengono trasferite in pediatria o appoggiate in sala parto, mentre altre neomamme vicine alla dimissione, ma non ancora dimesse, vengono fatte accomodare sulle poltrone per liberare un letto».
Record: 2 letti per 1000 abitanti. Il sistema nel mirino del Fials è quello dell’intensità di cure. «La riorganizzazione - denuncia Boem - è stata venduta come un ottimo risultato perché apparentemente ha migliorato i bilanci, ma noi siamo sempre stati critici verso questo modello. Basta vedere che cosa è successo a medicina. Si sono persi 57 posti letto ed ecco che sono apparse e si sono moltiplicate le barelle al pronto soccorso poiché il reparto non ha più capacità di recepire. Il fatto è che la scelta di tagliare posti letto è stata fatta pur sapendo che i numeri parlavano di reparti pieni al 98%. E invece niente: hanno tagliato 22 posti a neurologia, 19 a pneumologia. Il 5° padiglione aveva 185 posti e oggi ne ha 112. Il risultato è chiaro: il pronto soccorso scoppia, medicina è sempre piena, i pazienti vengono ricoverati in reparti impropri. Il parametro dei posti letto previsto dal ministero della salute parla di 3.7 posti ogni mille abitanti, la Regione Toscana ha abbassato la soglia a 3.15, l’Asl 6 ha voluto fare molto meglio: 2.19 posti ogni mille abitanti».
80mila giorni di ferie arretrate. Il tema è strettamente legato a quello del personale. «L’intensità di cure si è dimostrata fallimentare, perché priva di evidenze scientifiche ma determinata da presupposti ideologici tesi a ridurre il numero degli operatori - spiega Boem ai consiglieri comunali -. L’obiettivo dell’azienda è solo quello di risparmiare, sui pazienti ma anche sui dipendenti e le due cose sono strettamente correlate, perché meno posti letto significano meno medici, infermieri, addetti. Eppure - continua - il costo del personale è bloccato molto al di sotto del tetto massimo di spesa consentito dalla legge: in questo senso sono necessarie assunzioni. Mi dispiace che gli studi del Sant’Anna parlino di problemi di assenteismo all’Asl 6, la realtà è ben diversa: nel 2013 il saldo ferie da fare in tutta l’Asl 6 è di 80473 (80mila 473, sic)».
Su circa 3000 dipendenti significano 27 giorni a testa, praticamente un anno di ferie arretrate ciascuno. «Servirebbero 300 persone in più per permettere lo smaltimento di questo monte ferie», continua Boem. Che aggiunge: «Nel solo reparto di medicina nel 2013 sono state fatte 5000 ore di straordinario, altre 3000 a chirurgia. Straordinari tra l’altro pagati al 70%, col 30% rimanente che teoricamente va a diventare recupero da fare e dunque ulteriori ipotetici giorni d’assenza». E Massimiliano Baldeschi, responsabile sicurezza dello stesso sindacato, aggiunge: «Il personale è sotto stress, rischia quotidianamente e non è gratificato. E’ il modo peggiore di lavorare».
@giucorsi
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