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I finanzieri livornesi: «Continuate ad avere fiducia in noi»
L’appello delle fiamme gialle alla città dopo l’arresto di Mendella. Martedì il Cobar s’è riunito alla Santini per solidarietà
LIVORNO. «Mai come in questo periodo è dura indossare questa divisa. Ci ritroviamo indicati, presi di mira, sbeffeggiati. Tutto perché un ufficiale è stato arrestato con l’accusa di concussione per fatti che non sono neanche avvenuti a Livorno. Ora basta, vogliamo riprenderci la nostra dignità professionale».
È una rivolta pacata ma decisa quella dei finanzieri livornesi, nell’occhio del ciclone da quando, lo scorso mercoledì, l’ex comandante provinciale Fabio Massimo Mendella, è finito in manette, ad opera della Digos, nell’ambito di una maxi inchiesta della Procura di Napoli, condotta dai pm Vincenzo Piscitelli e John Henry Woodcock. Un’indagine che vede indagato anche il vicecomandante generale della Finanza, Vito Bardi.
In questi giorni, i comandanti di reparto sono molto vicini al personale. E per esprimere massima vicinanza e incoraggiamento al personale, martedì mattina Consiglio di base di rappresentanza regionale, il Cobar, si è riunito in via eccezionale a Livorno, invece che a Firenze come accade di solito. Un segnale che l’organo “sindacale” militare ha voluto esprimere ai colleghi livornesi. In città, nella caserma Santini al porto, si sono così incontrati una decina di rappresentanti dei lavoratori tra ufficiali e sottufficiali, tra cui anche alcuni livornesi. Argomento principale del confronto è stata la situazione di difficoltà in cui in questi giorni le fiamme gialle si trovano ad operare nel rapporto quotidiano con la città.
Fissare la riunione a Livorno è stata dunque un’azione simbolica che ha avuto l’obiettivo di far sentire ai colleghi la vicinanza della base, ma anche del Comando regionale. «Uscire in divisa in questo periodo è davvero pesante - fanno notare i finanzieri - le battute si sprecano. E non solo nel momento in cui la gente ci vede al lavoro in divisa, ma anche quando siamo in borghese al bar, negli uffici e così via. Il punto però è un altro: se c’è qualcuno che ha sbagliato, pagherà, ed è giusto così. Noi però cosa c’entriamo? Siamo tutti professionisti che lavorano onestamente. E i presunti misfatti non sono avvenuti qui».
A Livorno, fra le compagnie, il porto, il reparto aeronavale e gli altri settori, operano oltre 400 finanzieri. Per tutti loro, l’arresto di Mendella è stato un trauma, non solo perché nessuno se lo aspettava, ma anche perché nel suo anno di comando a Livorno il colonnello era riuscito a instaurare un ottimo rapporto con il personale. Appena arrivato, il comandante aveva contatto i colleghi e le rappresentanze sindacali, chiedendo quali fossero i problemi e cercando di risolverli. Il contraccolpo è stato forte proprio per l’ottimo rapporto che Mendella aveva creato con i lavoratori, interessandosi anche delle situazioni personali e familiari di ciascuno di loro. Per il personale, comunque, l’arrivo del nuovo comandante provinciale Marcello Montella, inviato tempestivamente in città e con una soluzione definitiva, è stato un segnale importante di stabilità.
A seguito della riunione, il Cobar ha stilato un documento, che verrà inviato al Cocer a Roma. L’atmosfera che si respira è di dispiacere, ma c’è anche tanta voglia di lavorare, più e meglio di prima, trasmessa dai comandanti al Corpo. E questo è anche il messaggio che i finanzieri vogliono inviare ai cittadini: «Continuate ad avere fiducia nella Guardia di finanza così come noi abbiamo fiducia nella magistratura: l’obiettivo è che ci sia chiarezza in tempi brevi».
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