Sicurezza
Piscine e Caprilli le prime grane da risolvere
Le vasche chiudono per ristrutturazione: cassa integrazione. Il sindaco eredita anche il caos ippodromo
LIVORNO. Ristrutturazione e futuro delle piscine comunali, insieme a presente e futuro dell’ippodromo. Sono le prime due grane ereditate dalla precedente amministrazione dal neosindaco Filippo Nogarin. Due grane che in questi primi giorni alla guida del Comune sono già finite al centro di riunioni con gli uffici e le parti interessate. Anche perché i tempi sono strettissimi...
Ieri le porte delle piscine comunali (Camalich-Neri e Bastia) sono rimaste chiuse: gli impianti, infatti, come si legge sui cartelli affissi all’esterno, resteranno offlimits «fino al 31 agosto per lavori di ristrutturazione». Oltre due mesi di stop per gli interventi di straordinaria manutenzione di cui si parla dallo scorso anno. L’amministrazione Cosimi negli ultimi mesi ha deliberato una spesa di circa 3milioni per mettere in sicurezza le strutture e rifare gli impianti (a partire dai nuovi cogeneratori). Ma la convenzione con la società che gestisce le piscine e che ci metterebbe circa un milione e mezzo, ovvero Officina dello Sport (con Cooplat, Cna e una società di Bottoni) è sotto la lente degli uffici. Per le risorse e per gli aspetti ambientali. Nogarin si ritrova così a gestire la partita, mentre gli impianti sono già stati chiusi ed è stata chiesta la cassa integrazione in deroga per i 23 dipendenti. Preoccupati i sindacati. Perché, dice Beppe Luongo (Cgil), «è importante che le piscine riaprano il prima possibile, con qualsiasi società, i lavoratori devono lavorare e i cittadini riavere i servizi. Il timore è che la scadenza di agosto non sia rispettata. Non vorremmo ritrovarci con una crisi aziendale...».
E proprio dai sindacati si viene anche a sapere che in questa delicata fase il consulente della società, il «referente indicato da Officina dello Sport, è Claudio Ritorni (l’ex assessore Pd allo sport, ndr), che è responsabile dei rapporti con sindacati, banche e fornitori, con il compito di portare a buon fine la ristrutturazione e avviare il piano industriale...». Preoccupati anche i tecnici e gli atleti della Nuoto Livorno. «Per noi il disagio è grandissimo – dice Carlo Chelli– sarebbe stato meglio chiudere almeno tra 15 giorni, la stagione agonistica è sempre in piedi, ci stiamo allenando tra bagni Lido, Solidago, piscine di Pontedera, dei vigili del fuoco al Calabrone...».
Tutto mentre arrivano al pettine i nodi del Caprilli lasciati dalla precedente amministrazione. A fine mese il Tar si pronuncerà sul ricorso di Alfea contro il bando per affidare l’ippodromo pubblicato dal Comune a ridosso delle elezioni. L’apertura delle buste dei due soggetti che si sono fatti avanti è stata rimandata, mentre restano senza lavoro gli operatori licenziati della Labronica in liquidazione. Con la stagione di corse che rischia di saltare. (j.g.)
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