Gioco
In tribunale tutte le aule piene, l’udienza si fa in biblioteca
Troppe processi in agenda, così l’unica stanza libera è in Procura e giudici, avvocati imputati si trasferiscono per un giorno
LIVORNO. Fino ieri, all’apice del sistema processuale, si era parlato di aula bunker, ma mai di una biblioaula, neologismo per spiegare la biblioteca trasformata in un’aula di tribunale.
Ma si sa che in tempi di crisi, accorpamenti delle sedi distaccate e tagli alla Giustizia, non c’è alternativa all’adattamento e al fare di necessità virtù, anche quando si parla di risorse e spazi.
Così ieri mattina con il tribunale intasato da quattro udienze dibattimentali e una camera di consiglio, chi gestisce le stanze del palazzo di Giustizia si è reso conto che le aule erano tutte occupate e l’udienza straordinaria del Collegio A sulla Porto 2000 rischiava di non potersi svolgere.
Ecco allora che l’unica spazio disponibile, a parte il giardino e l’ufficio di un giudice, era la biblioteca, una stanza ampia, al secondo piano del Palazzo, a due passi dall’ufficio del procuratore capo Francesco De Leo e usata solitamente per organizzare le conferenze stampa.
Ecco allora che ieri mattina all’arrivo in tribunale sia i giudici che gli avvocati coinvolti nell’inchiesta della Porto 2000 hanno trovato affisso nella bacheca che solitamente ospita il calendario delle udienze, un foglio scritto con un pennarello: «Processo Crocchi più altri in biblioteca».
Così ecco che avvocati, giudici, toghe, computer e codici hanno preso le scale. Niente scranni a dividere la Corte dal pubblico ministero e dagli avvocati. Ma tutti, per un giorno, si sono messi intorno a un tavolo, sullo e allo stesso piano, con l’imputato principale, Bruno Crocchi, di fronte al pm Massimo Mannucci e il suo legale accanto a uno dei tre giudici. In aula anche i legali degli altri imputati e tutta la famiglia Crocchi, i figlie e anche la moglie.
Per tre ore chi fosse entrato all’interno della stanza avrebbe pensato a un convegno sullo giustizia, oppure a un esame con il candidato in piedi e un pubblico intorno.
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