Il Tirreno

Livorno

"Il sottopasso taglierà in due la mia fabbrica: rischiamo di chiudere"

di Mauro Zucchelli
"Il sottopasso taglierà in due la mia fabbrica: rischiamo di chiudere"

La Drass, fabbrica di impianti iperbarici per grandi profondità sottomarine, prima al mondo nel settore, verrà tagliata in due dal sottopasso ferroviario in costruzione alle Sorgenti: rischia di finire ko benché sia una delle pochissime industrie livornesi in espansione (in pochi anni è passata da tre addetti a 150 (e altrettanti lavorano nell'indotto)

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LIVORNO. Una fabbrica rischia di essere tagliata in due da una rampa del nuovo sottopasso ferroviario del quale sono iniziati i lavori alle Sorgenti in vista della soppressione del passaggio a livello. Si tratta della Drass, una azienda che nel giro di pochi anni è balzata da tre a 150 addetti («più altrettanti nell'indotto») conquistando la leadership mondiale nel settore ad altissima specializzazione delle camere iperbariche per immersioni a grande profondità (piattaforme petrolifere marine, teste-pozzi, posa cavi sottomarini). A segnalare il problema è Sergio Cappelletti, ingegnere-manager titolare di questa società che ha rilevato dalla Cosmos dell'italo-cileno Augusto Giangrandi.

Il problema deriva dal piano di soppressione dei passaggi a livello che ora interessa quello di via delle Sorgenti: un progetto in gestazione da una dozzina di anni. Basti dire che se ne parla dagli inizi del decennio scorso, che è dell'estate 2006 la variante Prg, che risale all'ultimo trimestre del 2008 la convenzione con le Fs come pure la delibera del Comune che lo prevede operativamente. Adesso i lavori sono iniziati davvero per scavare la rampa lato Sorgenti: alla Drass sottolineano che il progetto prevede che la rampa risalga lato Picchianti tagliando in due l'area del loro stabilimento dividendo un capannone da una parte e due dall'altra, rendendo impossibile il passaggio di merci e personale da una parte all'altra. Non solo: i tecnici di parte Drass riferiscono che «una delle particelle si troverebbe priva di ingresso da strada pubblica sia per i camion che per le persone: si dovrebbe passare da corti private, e non stiamo parlando di una botteghina di paese».

A ciò si aggiunge il fatto che, secondo quanto riferisce Cappelletti, l'esproprio «arriva fuori tempo massimo e con le notifiche fuori regola». Il titolare si dice sicuro che «la giustizia mi darà ragione» ma, nel frattempo, «la mia azienda sarà cancellata, così come saranno cancellati i 150 posti di lavoro». A giudizio di Cappelletti, non solo il tracciato presentato dal Comune è «cervellotico e scarica il traffico nel dedalo di stradine interne del Picchianti», ma c'è una soluzione alternativa: «C'è una striscia di terreno incolto che passa accanto al nostro stabilimento, oltretutto sarebbe più razionale dal punto di vista del percorso. Anche perché con un ponte sul rio Cigna si riconnetterebbe facilmente a via delle Sorgenti». C'è anche una ulteriore possibilità: un percorso che, passando «fra i capannoni vuoti qui accanto«, sboccherebbe «proprio sulla rotatoria appena creata». Cappelletti dice che non vuole solo protestare: è d'accordo a sacrificare una striscia laterale della propria proprietà e a rinunciare a una fetta del piazzale.

C'è anche un altro aspetto: nel sottosuolo, là dove c'è il tracciato del Comune, passa il collettore generale di raccolta delle acque bianche a servizio di tutta l'area industriale-artigianale del Picchianti. «L'unica risposta che ho avuto a tutto questo – afferma Cappelletti – è stato semplicemente che non si poteva fare nulla perché sarebbe stata necessaria una variante urbanistica».

Drass è il numero uno al mondo negli impianti di saturazione iperbarica per interventi a 300-350 metri di profondità. Per abituare l'organismo a tali pressioni record sono necessarie due settimane e altrettante per la decompressione. L'esigenza di materiali e prodotti di altissima qualità porta la fabbrica a produrre al nostro interno sistemi di automazione e componenti con le macchine a controllo numerico, mentre le "campane" della camera iperbarica erano in passato prodotte da ditte della zona («ma, siccome hanno chiuso o sono in pesanti difficoltà, abbiamo iniziato a realizzarcele per conto nostro con uno stabilimento aperto in Romania: l'ho fatto lì perché ho bisogno di quel prodotto subito, invece qui sarei ancora in attesa delle autorizzazioni»).

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