Il Tirreno

Livorno

incontro infuocato in via donnini

I vertici regionali al lavoro «Nessun commissariamento»

I vertici regionali al lavoro «Nessun commissariamento»

LIVORNO. Per ora il cartellino rosso resta nel taschino dei vertici regionali del Pd: il partito in città non è stato commissariato. La conferma è arrivata ieri mattina al termine di un lungo e teso...

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LIVORNO. Per ora il cartellino rosso resta nel taschino dei vertici regionali del Pd: il partito in città non è stato commissariato. La conferma è arrivata ieri mattina al termine di un lungo e teso incontro nella sede di via Donnini. I segretari, Samuele Lippi (provinciale) e Yari De Filicaia (comunale), restano ad oggi dimissionari, e le proposte operative per il partito saranno affidate al numero 2 del Pd toscano, l’europarlamentare Nicola Danti. Sarà lui il traghettatore di questa difficile fase che si occuperà di far ripartire i motori al Pd livornese e oliare i cambi. «E' stato un dibattito lunghissimo e a tratti spigoloso come era giusto che fosse, dobbiamo prenderci il tempo per analizzare le cause di questa sconfitta con la passione e la libertà che ci contraddistingue», ha commentato Danti.

Durante l'incontro - tre ore e mezzo a cui erano presenti anche il segretario regionale Dario Parrini e Stefano Bonaccini responsabile nazionale enti locali Pd - è stato ufficialmente affidato a lui, Danti, il difficile compito di venir a capo di un partito in cui le correnti interne, se non proprio scontrandosi, fanno ognuna valere la propria posizione.

«E' naturale che vi siano spinte diverse nel partito, tutti abbiamo riconosciuto la necessità tuttavia di doverle superare - sottolinea Mario Camici - per questo il contributo di Danti è essenziale, ognuno a Livorno è coinvolto emotivamente dalla vita politica della città fornendo letture diverse che hanno bisogno di uno sguardo esterno».

Ripartire, pensare al futuro riconquistare la fiducia degli elettori partendo dall'analisi di quei perché che hanno decretato la sconfitta elettorale del Pd. Questa la strategia sposata dal non-commissario Danti incaricato di riformare il partito. «Danti ha tenuto a precisare che non è un commissario, sarà il punto di riferimento in questo percorso fino alle regionali - dice De Filicaia - adesso si è aperta una fase interlocutoria di analisi nella quale dobbiamo andare alle radici della questione, sennò non si risolve niente». «Inizieremo a riparlare con i tanti democratici che ci hanno dato fiducia e con quelli che invece non l'hanno fatto - conferma Danti - A Livorno ci sono le forze, le competenze, le energie per scrivere da subito una pagina nuova per questa meravigliosa città che veda nuovamente il Pd protagonista».

L'incontro spinoso, ha aperto un iter di interrogazione e dialogo che continuerà per tutta la settimana con gli organi del partito. Giovedì sera è stata convocata la prima riunione con le segreterie dei circoli e successivamente sono previsti incontri con le assemblee territoriali. «Qui non si deve operare un taglio di teste, magari solo quelle del candidato e dei segretari - interviene Maurizio Paolini - noi crediamo che sia Ruggeri che De Filicaia siano risorse per il futuro del partito, ma in questa fase è giusto che non ci si attacchi agli sgabelli e le dimissioni sono una cosa seria».

Sull’assenza di Alessandro Cosimi, Lippi taglia corto: «Non c'era motivo per cui partecipasse alla discussione, è roba delle segreterie».

Giulia Mancini

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